Massimo Putzu a Liberafest San Sperate

Continuano le interviste dei protagonisti di Liberafest 2017 che si esibiranno il 25 aprile al Giardino Megalitico di San Sperate. Oggi è la volta di Massimo Putzu, poeta di San Sperate da sempre parte attiva dell’evento, uno che ha sempre creduto in questo 25 aprile per come è strutturato.

Cosa è la poesia?
La poesia, per il poeta, è uno sputtanamento. Nel senso che mette a nudo i propri sentimenti, le proprie tendenze, l’appartenenza politica, ecc.. Una caratteristica essenziale che non appartiene a nessun’altra categoria di scrittori. Parlando di poesia come significato direi che non è nient’altro che la vita.Tutto ciò che vediamo, viviamo, è permeato di poesia, anche la morte; non esiste vita senza poesia e viceversa. Il fatto è: chi si accorge di questo e chi vive la vita poeticamente? Se prendiamo in considerazione il sentimento più nobile dell’essere umano, l’amore e lo accostiamo all’evento più triste, la morte, c’è del nesso fra le due cose? Certo! Si chiama vita.
La poesia può essere un mezzo per comunicare messaggi sociali?
Direi indubbiamente, si! Tanto è vero che molti poeti sono stati esiliati dal proprio paese per il messaggio che davano. Cito, per esempio Neruda, Hikmet. Oppure hanno pagato con la vita: Garcia Lorca.
Secondo te, oggi, si trova difficoltà ad avere spazi pubblici per promuovere readings letterari?
In una società che va cosi veloce e dove lo status te lo da ciò che possiedi piuttosto che ciò che sei è quasi automatico non avere spazio per un reading. Però, devo dire che da qualche anno a questa parte, qualcosa si muove.
Hai progetti imminenti?
   
Si. Svegliarmi la mattina, vivere con le persone che amo e anche con quelle che non amo. Godere della vita.
Cosa significa per te la partecipazione a Liberafest San Sperate?
Innanzitutto è un onore, un privilegio. Ricordo che cinque anni fa (forse, non ricordo bene) alla mia prima esperienza parteciparono circa duecento persone. Nelle ultime due edizioni sono state circa duemila! Questo vuol dire che, chi lavora per organizzare Liberafest sta facendo delle cose egregie, qualitativamente. Liberafest ha dimostrato che si può vivere una ricorrenza disettant’anni fa e contestualizzarla ai nostri tempi. Perchè la Libertà è un valore assoluto per l’essere umano! Quindi, il 25 Aprile a s. Sperate si festeggia la liberazione dal nazifascismo ma, si trattano argomenti dei giorni nostri perchè purtroppo ci sono molte realtà che vivono sotto crudeli dittature. La bravura di Bruno Carboni e di tutta l’organizzazione sta proprio in questo: non fermarsi alla ricorrenza ma, utilizzare il ricordo di tanta sofferenza per avere la spinta per combattere ancora oggi contro ogni sopruso. Restiamo Umani
#restiamoumani
#Liberafest
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather