L’arte non è più nei miei interessi vitali

Roma 10 settembre 2018,

Caro Lino, sono stato un enfant prodige, ho saltato l’accademia e sono approdato alla Biennale nel 1993.

La mia fortuna quando ero studente dell’istituto d’arte è stata quella di avere come professori Carlo Maurizio Benveduti dell’ufficio dell’immaginazione preventiva e Luca Patella.

In quegli anni molto presto sono entrato in contatto con Achille Bonito Oliva, che andai a trovare a casa sua a via Giulia il 25 settembre del 1987.

”Lei è genuinamente espressionista e non ha feticismi verso le tecniche, ma che fa l’artista lo so io e lo sa lei io voglio presentarle dei galleristi”.

Io risposi: ”Professore per adesso preferisco che lei mi segua”.

Leggevo la linea analitica dell’arte moderna, di Menna, art dossier, Flash art, il giornale dell’arte e naturalmente i libri del mio beniamino Achille Bonito Oliva.

Il libro che mi è piaciuto di più di ABO?

Organico obbliquo, passo dello strabismo sulle arti, leggevo i vecchi testi del nostro e nel frattempo compravo Antipatia, minori maniere, progetto dolce, cosa il geniale, ABO diceva hic et nunc.

Mia madre invece mi regalava i libri di Tony Negri: Lenta ginestra saggio sull’ontologia di Leopardi…; i libri di Negri fino a poco prima di morire mia madre me li ha sempre donati.

Nella mia fortuna, studente di una scuola di periferia che regalava il diploma, ho visto anche studenti cadere, l’asticella è sempre troppo alta.

Io dovevo andare al liceo Tasso, ma lo odiavo perché dicevo è la scuola della borghesia.

Sentivo i vecchi dischi di Francesco De Gregori, ma quando sul Messaggero ho visto Francesco dare la mano a Walter Veltroni non ho più comprato suoi dischi.

L’ultimo disco era il 1988 fù Scacchi e Tarocchi.

Ma adesso ho ritrovato l’amore per il Principe, ma amo i dischi degli anni settanta.

Niente da capire, benvenuto raggio di sole etc…”In questa terra di terra e sassi in questa terra bianca come la neve benvenuto figlio di nessuno in questo paese”.

I miei compagni di scuola divennero scontenti verso di me, perché ero non il più bravo di loro ma avevano detto che ero un artista, una cosa diversa da loro.

In particolare Susanna proprio, si creo un clima elettrico, per colpa anche del mio senso di potenza per cui fissavo le ragazze, sentendomi potente appunto, io sono siculo genovese, nato a Genova da madre genovese e siculo per parte di padre, e vivevo passioni sotterrane e mute.

Io tra Bonito Oliva che riceveva foto di miei lavori ed a cui telefonavo settimanalmente, più l’affetto di Rosa Patella che ha scuola mi ricopriva di cataloghi, ero amato soprattutto da Maurizio Benveduti.

Ma il più grande amico che ho avuto in vita mia è stato il mio vicino di casa, Ari Derecin morto di tumore nel dicembre del 1988.

Tutte le sere lo mettevo a letto assieme alla cara moglie Mariagrazia, io lo prendevo per le ascelle lei per i piedi, una volta mentre lo trasbordavamo dalla carrozzina al letto, si è fatto la cacca addosso.

Io ricordo a memoria tutto quello che questo uomo eccezionale mi ha detto prima che perdesse la voce, e nel giro di pochi mesi morisse dopo undici operazioni, per cui sua zia vendette una casa che aveva ad Ostia.

Detti e ragionamenti di Ari Derecin:

La critica di Parini del giovin signore verte sul fatto che è inutile.

Mentra il resto dell’umanità si alza per lavorare lui dorme.

Il maestro di Vigevano che è invidioso del cognato operaio che guadagna più di lui, fa capire il ruolo della piccola borghesia che ha fatto salire il fascismo.

I valori borghesi e proletari sono valori produttivi, e loro ne erano tagliati fuori.

Gli americani in Viet Nam buttavano delle bombe che avevano la forma di bambola e di penna stilografica, così chi raccoglieva questi oggetti moriva. In Viet Nam hanno perso gli americani, perché non hanno fronteggiato un esercito regolare con una divisa, ma tutta la popolazione, donne e vecchi era la guerriglia; Napoleone ha potuto fare le sue campagne militari perché dopo una rivoluzione, c’è un esercito di popolo.

Stalin è stato come la chiesa cattolica, ha detto io vi sarò madre e maestra. La Karim B non è una spogliarellista svedese, è una nave di rifiuti tossici. Un uomo come Craxi non l’avrebbero fatto venir fuori dal vecchio PCI.

Io leggo il corriere della sera, perché è il giornale della borghesia italiana non leggo il manifesto perché so già cosa c’è scritto.

Quando quelli de il Manifesto si sono presentati alle elezioni hanno perso, perché la gente gli chiedeva mi fai diventare mio figlio bidello e loro dicevano no, noi siamo diversi.

Nei partiti totalitari e nelle organizzazioni chiuse si assume l’aspetto del leade carismatico.

I comunisti assomigliavano a Berlinguer, sembravano pensosi e non pensavano ad un cazzo.

Togliatti il capo del proletariato, era una proiezione psicologica con il grande cappello era il borghese, cioè il sogno recondito di ogni proletario fare il salto di classe diventare borghese.

Il partito comunista non era un organizzazione democratica, si riuniva quando il resto dell’umanità aveva altro da fare.

Dicevano sempre, noi abbiamo sbagliato, allora la gente pensava delle loro autocritiche, ma se questi sbagliano sempre perché uno deve votarli.

Il partito comunista nato nel 21 per fare la rivoluzione, non l’ha fatta, però ha dato la casa ed il lavoro ha fatto fare il salto di classe, ha fatto diventare i proletari borghesi.

La vita è un accadimento ti buttano in mare, nuota.

Mi piace il mondo come grande formicaio.

Caro Tato (così mi chiamava Ari) io non ho corso mai dietro alle donne, ne per la carriera ho avuto al più degli avversari politici tu invece hai dei nemici.

Caro Tato un mio amico crede di essere di vetro e ha paura di rompersi ma vive meglio di te.

La calunnia è un venticello.

Mi dissero la cattedra la diamo a te o al povero Grillo.

IO dissi dalla a Grillo, a grillo parlante dalla a chi ti pare.

Chi deve giudicare non può chiedere l’opinione del giudicato.

Mario Capanna è intelligente, la volta che il Pci è stato superato a sinistra hanno vinto i verdi.

Tato ti piacciono le vecchie.

Bonito Oliva non lo conosci solo te,  lo conoscono anche altre persone.

MR (iniziali di un gallerista) questo ha quarant’anni, l’eta per fottere le persone.

Bonito Oliva può apprezzarti ma questo deve metterci i soldi.

Io ti invidio, perché tu conosci i grandi figli di puttana ed a me interessano. Coniglio non è il nome, adatto per un filosofo, ma come così parlo Coniglio.

Questa è stata la mia adolescenza che è finita con l’affetto del professor Janikosky, tristemente deceduto nel 2017.

Jani era un professore di fisica che insegnava informatica si prese cusa di me dopo il male insorto alla morte di Ari.

E da cui non sono più uscito tristemente, devo prendere medicine altrimenti sto molto male.

L’arte non è più nei miei interessi vitali.

Jani scriveva delle favole su di me, tristi allegre, ironiche, irriverenti.

Mi portava il fine settimana nella sua casetta ad Anguillara, dopo Ari è stato di supporto nel ricordare il dolore per l’amico comune perduto.

Filadelfo Anzalone

 

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