Diario di un orientatore #Sinnai

“Non amiamo gli Open Day, ci sembrano funzionali a una comunicazione retorica che riduce l’istruzione pubblica, prima che a diritto costituzionale e ministeriale, a competizione tra scuole che si contendono studenti e iscrizioni quasi come simulassero d’essere attività commerciali.”
“Non amiamo gli Open Day, ci sembrano funzionali a una comunicazione retorica che riduce l’istruzione pubblica, prima che a diritto costituzionale e ministeriale, a competizione tra scuole che si contendono studenti e iscrizioni quasi come simulassero d’essere attività commerciali.
Certi Open Day sembrano operazioni di marketing, programmazioni culturali e festival letterari, altri paiono vetrine per scuole che si presentano quasi come se offrissero i loro spazi e la loro collocazione più da agenzie immobiliari che da luoghi d’istruzione e formazione; altri ancora sembrano essere agenzie del lavoro sul territorio, con docenti che con i loro studenti sembrano promettere mentre il partito più votato dagli Italiani propaganda il reddito di cittadinanza nel nome di chi il lavoro l’ha perso.
A questa comunicazione costruita, talvolta illusoria e ingannatoria degli Open Day, anteponiamo una idea di didattica costruita in ingresso.
Chiediamo a genitori e studenti di aprire spazi di comprensione della passione come agente motivatore, perché è la passione che motiva verso l’autodeterminazione e l’autonomia di un metodo di studio, di ricerca culturale e professionale.
Ragion per cui, nessun Open Day da noi, ma un laboratorio d’orientamento d’indirizzo artistico biennale in un’ ordinaria e quotidiana giornata di vissuto scolastico, una simulazione di una classe prima in ingresso, che faccia capire a studenti e genitori, se nell’asse dei Licei, l’istruzione artistica e musicale possa appassionare e motivare più di altri percorsi liceali d’indirizzo.
Perché l’unico dogma plausibile, per tentare di orientare il proprio studio, è ascoltare il proprio talento, la propria indole e la propria passione.
Un percorso di studio e di formazione, non può e non deve rischiare d’essere imposto e nel nome dell’imposizione demotivare lo studente.
Nell’isola che ha il tasso di dispersione scolastica maggiore d’Europa, noi non possiamo essere, in quanto pubblica istruzione agente demotivatore.”
 
Dal “Diario di un orientatore”, Sinnai, 9 Gennaio 2019
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