A cosa serve l’Accademia? Gli artisti dell’Urban Fest lo spiegano…

Temporary Storing – Fondazione Bartoli Felter a Cagliari: gli studenti Emanuele Marcia e Raffaele Nigelli di Arti Figurative del Foiso Fois, in occasione dell’Urban Fest, chiedono agli artisti Alessandro Lobino, Giulia Casula, Alberto Marci e  Sabrina Oppo, a cosa serva l’Alta Formazione Artistica!

Alessandro Lobino (Torino, 1975) si è formato all’Accademia di Belle Arti di Sassari. La sua ricerca parte dalla pittura e arriva alla sperimentazione di diversi materiali, sino al suo attuale linguaggio visivo, basato sull’uso della resina e di diversi materiali organici, prelevati da diverse tipologie di sottosuolo. Le sue opere sono “fossili contemporanei” caratterizzati dall’accumulo di scorie, di materiali inquinanti e abbandonati in strati di decomposizione.

Giulia Casula (Cagliari, 1977) ha conseguito la Laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e studiato all’Esbam di Marsiglia. Si è specializzata in “Arti Visive e Curatoriali” alla NABA di Milano. Ha collaborato con il dipartimento di didattica dell’arte del Museo MAN di Nuoro alla progettazione e alla realizzazione di mostre, progetti speciali e attività educative. Ha partecipato inoltre a residenze e workshop con artisti di fama internazionale come Dora Garcia, Liliana Moro e Alberto Garutti. Ha esposto i suoi lavori in Italia e all’estero collaborando con spazi istituzionali, gallerie indipendenti e musei.

Alberto Marci (Cagliari, 1985) ha compiuto gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze nella sezione Grafica d’Arte e alla Fundacion Ciec a Betanzos (Spagna).  Ha partecipato a diverse residenze d’artista tra cui: Master di ricerca di Casa Falconieri dal 1999 al 2009, “1° Encuentro Alfara-CIEC” a Salamanca, Residencias de la “Bienal de Cerveira” in Portogallo, Stazione dell’Arte a Ulassai, Progetto Borca a cura di Dolomiti Contemporanee a Borca di Cadore, La Ceiba Grafica a Coatepec (Messico), Contemporanea al LAQ. Parallelamente all’attività di ricerca, si dedica all’insegnamento delle tecniche di stampa, all’editoria d’arte e a progetti speciali di design applicato all’editoria.

Sabrina Oppo (Oristano, 1979) si è formata all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Nella sua pratica artistica, sia in linea teorica che progettuale, la vita e la morte sono inscindibili, e governano il ritmo degli elementi, della materia che muta forma e così occupa diverse tipologie di spazio. Il linguaggio dell’artista è intermediale e connotato dall’utilizzo di materiali organici, espressione dello stretto rapporto con la natura, e materiali di riciclo. In ogni progetto si rintraccia la riflessione sull’esistenza e sulle sue dinamiche, giocate sulla capacità di analizzare limiti e possibilità.