A COSA SERVIREBBE UN’ACCADEMIA DI BELLE ARTI A CAGLIARI?

A COSA SERVIREBBE UN’ACCADEMIA DI BELLE ARTI A CAGLIARI?

“E’ un dato di fatto che altri campi del sapere e della cultura, che richiedono grande padronanza cognitiva e capacità mnemoniche (come la soluzioni di problemi e tesi matematiche complesse) possono avere delle difficoltà dinanzi gesti di rottura che diventano intuizioni creative.”

L’istruzione e l’alta formazione artistica è bene pubblico e comunitario, consente alla mente la libertà di vagare e di ricercare, consente di conseguire maggiori abilità in tutte quelle problematiche attività espressive, gestuali e comunicative (ma anche in quelle ordinarie), dipendenti da una gestualità espressiva.

 

I linguaggi dell’arte (tutti) richiedono grande controllo cognitivo e straordinaria conservazione della memoria mentre si lavora.

 

E’ un dato di fatto che altri campi del sapere e della cultura, che richiedono grande padronanza cognitiva e capacità mnemoniche (come la soluzioni di problemi e tesi matematiche complesse) possono avere delle difficoltà dinanzi gesti di rottura che diventano intuizioni creative.

 

Il vagare cognitivo dei linguaggi dell’arte consente di concettualizzare scenari futuri (pensate a quanto le maggiori città italiane ancora raccolgano il frutto del loro Rinascimento e delle loro Accademie di Belle Arti).

 

La fruizione dei linguaggi dell’arte consente la riflessione sul proprio sé, di muoversi con agilità nel complesso mondo di reti sociali, di essere critici verso la valutazione di ciò che si impara ed anche di rigenerare attraverso l’arte terapia dei nostri circuiti neuroni stressati dall’intenso esercizio di concentrazione.

 

L’istruzione artistica pubblica è fondamentale per una comunità ed un territorio come quello Cagliaritano, per l’isola tutta.
Fondamentale per la sua dimensione didattica pedagogico formativa strutturalmente aperta.

 

L’istruzione artistica predispone spazi cognitivi mentali nell’ambito dei quali, processi creativi ed intuizioni sono il petrolio dal quale potere attingere.
L’arte e l’artista di mercato, quello delle quotazioni d’asta, è tutt’altra cosa, è una figura professionale sulla quale qualche facoltoso privato ha investito, che lavora per confermare la quotazione del suo prodotto, tende strutturalmente ad ignorare linguaggi e ricerche che non siano in linea con la sua figura professionale, non è una risorsa culturale a disposizione del comune.

Dialettica e didattica dei linguaggi dell’arte vuole dire, offrire a chi lo voglia, una educazione creativa che sappia farsi pubblica risorsa e pensiero condiviso residente; vuole dire educare alla ricettività verso idee, sensazioni e percezioni da non escludere o giudicare, ma da ricevere in quanto dono.

“In un sistema culturale e di mercato globale ed interconnesso complesso, come quello contemporaneo, non si può non considerare come tutti in ogni luogo possono avere accesso alle fredde informazioni sull’arte e sugli artisti, diverso è valorizzare e porre a sistema culturale le intuizioni creative residenti nell’interesse della propria storia, cultura e memoria.”

In tempi di disturbi dell’attenzione diffusa anche nel mondo degli adulti, non si può che considerare come la sindrome del deficit d’attenzione con la creatività diventa produttiva.
In un sistema culturale e di mercato globale ed interconnesso complesso, come quello contemporaneo, non si può non considerare come tutti in ogni luogo possono avere accesso alle fredde informazioni sull’arte e sugli artisti, diverso è valorizzare e porre a sistema culturale le intuizioni creative residenti nell’interesse della propria storia, cultura e memoria.

Il territorio della messa a sistema della propria istruzione artistica presente è al momento ancora inesplorato nell’area metropolitana di Cagliari, ed è attraverso la pubblica istruzione artistica che si rappresentano e materializzano innovazioni ed intuizioni.

L’istruzione artistica sistematizzata e diffusa è la precondizione di apertura di una comunità e di un territorio sul contemporaneo.

 

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