A Gennaio al Teatro Si’ e Boi: Bob Marongiu e Andrea Locci.

Prosegue a Gennaio il Focus sui linguaggi artistici contemporanei degli “Artisti residenti (e non in residenza)” nell’isola.

 

Dopo l’apotropaica ed ancestrale Scultura di Ignazio Cappai e la figurazione pittorica oltre l’estetica dell’immagine di Roberto Follesa (con la “performance” e l’interazione di Andrea Andrillo) a Gennaio arriva la personale dell’artista con maggiore mercato dell’Isola e per questo misconosciuto e disconosciuto dal mondo Accademico Isolano e dagli addetti ai lavori nel nome del “è troppo commerciale”.

Anche in questo caso il lavoro e la ricerca di Bob Marongiu s’interfacceranno con il lavoro e la ricerca di un altro artista, in una interazione tra linguaggi dell’arte, ad accompagnare il lavoro di Bob, la musica di Andrea Locci con il suo Blues made in Karalis (produzione nootempo).

ISOLA PLASTICA- IL TEATRO DELLE ARTI VISIVE ISOLANE.

Regia: Domenico “Mimmo” Di Caterino. 10 Gennaio 2016, Bob Marongiu, “eBob” ore 17 e 30 Andrea Locci e il suo “Blues made in Karalis” Teatro Si’ e Boi, Piazza Si’ e Boi, Selargius, 09047, Selargius.

ANDREA LOCCI E IL BLUES MADE IN KARALIS

La personale di Bob Marongiu, “eBob”, sarà accompagnata dalla performance dell’artista Blues made in Karalis, Andrea Locci, nello spirito di una ricognizione trasversale sui diversi linguaggi e le diverse ricerche artistiche isolane. “Isola Plastica”, si affianca da questo momento, nella sua ricognizione sullo stato dell’arte contemporanea nell’isola, all’etichetta musicale indipendente nootempo, progetto e processo di autodeterminazione, produzione e distribuzione musicale di un certo Sr. Quilo, altrimenti detto Su Komandanti, voce, memoria e pietra miliare storica dei Sa Razza.

MA CHI è IL BOB MARONGIU CHE ESPONE AL TEATRO SI’ E BOI?

BOB MARONGIU ANTIACCADEMICO

Bob Marongiu è un artista antiaccademico; non uno che si schiera per attingere a fondi pubblici giocando con riflessi mediatici ed imporsi col merito di essere cortigiano; non è uno che proclamandosi antiaccademico si schianta al suolo in venerazione del Maestro in attesa di un posto al sole e con lui fonda un associazione a scopo di lucro, sulla pubblica ignoranza che non si pronuncia ma si annuncia.

BOB MARONGIU ANTIBIENNALE

Bob non è un artista che ha rifiutato di partecipare al Padiglione Italia della Biennale di Venezia per poi proclamare: “io non partecipo, sono contro questo governo Berlusconi e non reputo Vittorio Sgarbi un critico serio!”, ambendo ad avere una visibilità etica ed estetica rispetto alla moltitudine di artisti che hanno accettato l’invito autofinanziandosi per rendere il loro portfolio più appetibile per un investitore privato che non arriverà; Bob non è uno di questi selezionati dalla Accademia che fingono pubblicamente di prendere le distanze da essa. Non scriverà nel suo portfolio: “Rifiuta di partecipare alla Biennale di Venezia”.
Bob non è stato invitato a partecipare, nonostante siano stati invitati neofiti e pensionati aventi come unico merito quello di sapere abbassare la testa davanti poteri forti che derivano da cariche governative; le Accademie sono che protesi di ciò che accade nella nostra gloriosa nazione; non è un artista di governo che diventerà di opposizione o di opposizione che diventerà governo; Bob è deliberatamente ignorato dai vitalizi pensionistici Accademici.   BOB MARONGIU ANTIGALLERISTICO Bob non ha un gallerista, non ha mai lavorato sotto contratto e non è mai stato costretto a versare il “pizzo” degli introiti derivanti dalle vendite delle sue opere a chi gentilmente gli offriva di appenderle sulle sue pareti, lui è un artista che si autodetermina a prescindere dalla cornice e dal contesto.

BOB MARONGIU CONTRO LA DELEGA AL CRITICO ED AL CURATORE

Bob non ha un curatore, non ha mai sentito la necessità di farsi scrivere trattati che sociologicamente leghino la sua opera alla crisi economica globale, a cosa gli sarebbe servito? A cosa serve un critico o un curatore ad un artista che ha la capacità d’autodeterminarsi?

BOB COME E MEGLIO DI KOONS, KOSTABI e MURAKAMI?

Fossimo stati a New York negli anni sessanta Bob non avrebbe avuto niente da invidiare a Warhol; negli anni ottanta novanta avrebbe causticamente ridicolizzato Koons e Kostabi; Takashi Murakami quale valore aggiunto ha rispetto Bob se non quello di essersi formato tra Tokio e Nuova York?

BOB MARONGIU E LA SUA ACCADEMIA CHE VERRA’

Andy Warhol oggi è un artista Accademico suo malgrado, loro malgrado lo sono diventati Koons, Kostabi e Murakami in quanto imposti dal libero mercato al servizio pubblico delle Accademie di Belle Arti; imposti dalle speculazioni finanziarie e le defiscalizzazioni esercitate sulle loro opere da banche private, imposti da facoltosi investitori e dalle case d’asta londinesi in combutta con autoritarie gallerie private transnazionali; certamente non sono stati miserevoli artisti servi di forze e poteri politici gratificati dal vivere di sussistenza, hanno indagato le sub culture ed hanno contribuito a sdoganarle investendo sul popolare e sulla popolarità, sull’immagine diffusa e riprodotta; seriali, iconoclastici, anticlassici, antiestetici in grado di autodeterminare la loro sonda di ricerca.

BOB ANTISISTEMA E SIMBOLO DI RESISTENZA IDENTITARIA ED ARTISTICA LOCALE

Bob paga il dazio di non dipendere da logiche di sistema globalizzato dell’arte; non gli interessa, gestisce direttamente le sue gallerie-studio dove si auto promuove e promuove (mai passati in Via Alghero a Cagliari?); non ha bisogno di filtri. Un figlio della sua terra che produce affettivamente per la sua comunità, difficile trovare un sardo amante delle arti visive che non abbia acquistato un quadro di Bob, possiamo testimoniare di averne visti in case insospettabili di “intelligenze” che si imbarazzerebbero a dichiararlo in pubblico; abbiamo visto genitori di artisti autorevoli copiare i quadri di Bob. Noi stessi siamo stati sedotti al punto da ordinargli boboniere-portachiavi per il nostro matrimonio, apprezzate anche da parte di chi causticamente quando sente parlare di lui lo etichetta come “commerciale”, come fosse una colpa “commerciare”, se il proprio lavoro non lo si “commercia” come si vive? Chi da del commerciale a Bob vive rintanato in aule Accademiche che conferiscono una gloria vana che decade con la morte.

Bob è un anti-commerciale, sfregia i grandi Maestri, come dimenticare la sua personale che aveva come didascalia ” Da Picasso a Bob Marongiu” o “L’urlo di Much”? Opere situazioniste che nulla hanno da invidiare a certe operazioni di Cattelan.

BOB ARTISTA DISSIDENTE E DISOBBEDIENTE

Non gli interessa un riconoscimento da parte di una cerchia ristretta di operatori che disquisiscono annoiati su che cosa sia arte, lui è in grado di fare girare l’economia reale ed a creare per la sua comunità che lo remunera; un vero dissidente, un ribelle che se invece della Sardegna operasse in Catalogna verrebbe proclamato “simbolo di resistenza identitaria e di autodeterminazione”.

 

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