A Natale luci spente sull’arte residente

Ho fatto e faccio tante cose nella vita, tutte relazionate e connesse ai linguaggi dell’arte che quando sono tali, sanno rappresentare per fotogrammi la vita, la storia e l’essenza dell’umano, per questo, in questo mio viaggio nel sud di quest’isola, che ormai dura da più vent’anni, e mi ha risucchiato nel calderone delle immense problematiche degli artisti che qui vivono e risiedono, in questo mio viaggio ho un amico, che prima d’essere tale è un artista che stimo, perché non ha mai preso le distanze dalla mission dell’arte contemporanea, quella di rivelare l’essenza di ciò che viviamo e che vediamo, per questo sono felicissimo che un mio testo presenti questo brano.

Questo brano è un remix di un pezzo del Natale precedente, poche cose sono cambiate, anzi sono peggiorate, perché non esiste limite al peggio possibile in un millennio che cominciava nei movimenti con l’auspicio “un mondo migliore è possibile”.

Canta delle luci spente sull’arte residente e dell’arte residente non contemplata come regalo in quest’isola, questo a dirla tutta, ben prima del lockdown e del Covid 19, ma il momento per l’arte isolana, in questo Natale è tragico più che altrove, non solo la tragedia d’essere l’isola con l’unica città metropolitana priva d’alta formazione artistica, ma anche quella d’essere l’isola senza misura alcuna di sostegno, tutela e diffusione del proprio patrimonio artistico residente.

Quilo dei Sa Razza è la storia dell’arte isolana residente, è la storia della cultura rap non solo isolana ma nazionale, non dimenticatevelo questo Natale barricati in casa, dall’alto delle lucine dei vostri alberi di natale postati sui social network, ostentati con leggerezza, come se nulla stia accadendo oltre il Covid 19 in quest’isola, c’è la storia, che ci osserva, e come sempre la storia darà ragione o torto a qualcuno.

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