A PROPOSITO DEL ROGO

A PROPOSITO DEL ROGO

Dimmi come ti collochi e ti dirò chi sei.
Le macerie di Notre Dame non sono ancora fredde mentre l’Europa Unita, cioè l’associazione a delinquere del vecchio continente che l’utilizza, già rovista a piene mani per trarre dalla cenere i suoi conigli immacolati.
Macron, nemmeno la decenza di attendere qualche giorno, annuncia che un bel rogo è quanto di meglio per risalire la china elettorale, infatti, s’affretta ad annunciare che il suo partito non farà campagna.

L’improbabile Napoleone raccatta la corona di cenere per presentarsi come difensore in capo dei “valori europei” simboleggiati da Notre Dame e tanto basta.
A dimostrazione che non c’è limite alcuno alla spregiudicatezza dell’immaginazione politica, ovunque è tutto un agitarsi festoso di volti saccenti folgorati dalla ghiotta occasione: finalmente il racconto infedele in auge, delle tradizioni europee, ha un elemento, anzi, l’elemento fisico col quale oscurare decenni di balle!


Non ci credevate?

Lo vedete, la tradizione europea è tutta nel rudere di Notre Dame!

Quindi, mano libera alla porcheria chiamata Europa Unita, finalmente legittimata dalla prova tangibile dell’esistenza della propria gloriosa tradizione.


Nessuno sembra sfiorato dal sospetto che, questo modo di fare, in realtà metta in evidenza la vera natura delle tradizioni rivendicate dal gruppo dirigente del vecchio continente.


Davvero si pensa che il rogo di Parigi riesca ad oscurare il banditismo che per secoli ha coperto di oppressione e di sangue mezzo mondo e la continuità attuale di quella tradizione?


Per limitarsi alle testimonianze storiche, è possibile che a nessuno venga in mente che, in qualche decennio le armi europee, al fianco dell’altro porto franco per delinquenti senza scrupoli chiamato Stati Uniti, hanno distrutto, tra l’altro, il patrimonio archeologico, di una delle più grandi civiltà del passato, quella della Mesopotamia?


Vogliamo ricordare, o no, che buona parte di ciò che si è salvato, è divenuto bottino inconfessato degli stessi che stanno prosciugando i popoli europei costruendosi paraventi identitari di comodo, spalla a spalla con i complici USA?
E’ davvero il caso di rammentare che dietro ogni guerra patrocinata in questo modo, si alimentano le fortune economiche e politiche degli stessi che si nutrono del sangue dei popoli, europei?
Non è più tollerabile lo sciacallaggio di chi utilizza ogni avvenimento capace di sollevare la giustificata solidarietà popolare, per costruirsi un’ascendenza culturale mai posseduta.

G Angelo Billia

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