A PROPOSITO DELL’AGGRESSIONE FASCISTA A BARI

A PROPOSITO DELL’AGGRESSIONE FASCISTA A BARI

e di molte altre precedenti.

“Dopo aver atteso qualche ora, invano, una presa di posizione governativa contro lo squadrismo fascista, che a Bari ha aggredito dei manifestanti antifascisti al termine di un corteo, e dopo aver preso atto conseguentemente della non casualità dell’uso della forza da parte delle forze dell’ordine con gli aggrediti e contro chi accorreva, solidarizzando con essi, non ho remore ad esprimere apertamente il mio pensiero. Se il fascismo, dopo essere stato sdoganato a livello istituzionale da Berlusconi, ritiene oggi di esserlo anche nel paese imponendo le metodiche aggressive che gli sono proprie, anche per chi si ritiene semplicemente democratico non c’è alternativa: se deve essere sangue, deve essere il loro.”

Dopo aver atteso qualche ora, invano, una presa di posizione governativa contro lo squadrismo fascista, che a Bari ha aggredito dei manifestanti antifascisti al termine di un corteo, e dopo aver preso atto conseguentemente della non casualità dell’uso della forza da parte delle forze dell’ordine con gli aggrediti e contro chi accorreva, solidarizzando con essi, non ho remore ad esprimere apertamente il mio pensiero.


Se il fascismo, dopo essere stato sdoganato a livello istituzionale da Berlusconi, ritiene oggi di esserlo anche nel paese imponendo le metodiche aggressive che gli sono proprie, anche per chi si ritiene semplicemente democratico non c’è alternativa:
se deve essere sangue, deve essere il loro.


Sono un convinto assertore della preminenza e dell’utilità del ragionamento, ma se questo diviene un alibi che rende obiettivamente corresponsabili di fronte all’operato delle squadracce, bene, non vale più.
A nulla servono gli appelli alla Magistratura, sperando che si attui il dettato costituzionale in materia, applicando la Legge Scelba e la Legge Mancino. E’ vano sperare che qualche sentenza positiva abbia effetti diversi di qualche goccia d’acqua nel deserto.


Nel paese, da sempre e oggi più che mai, si assiste allo spettacolo di manifestanti antifascisti e antirazzisti, trattati dalla forza pubblica come sarebbe lecito attendersi fossero trattati gli squadristi organizzati e, al contrario, si proteggono gli squadristi in nome di un concetto “democratico” pescato direttamente dalla Repubblica di Salò.


Sta tornando il tempo in cui è necessario appendere ai rami di salice le nostre cetre.

Nessuno s’illuda, quando si pensa di battersi ragionando, in situazioni come questa equivale a consegnarsi inermi al nemico.

G Angelo Billia

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather