ACCADEMIA PER IL CORAGGIO DI NON PIACERE

ACCADEMIA PER IL CORAGGIO DI NON PIACERE

Questo è il millennio di Facebook, Twitter e Instagram, il millennio dove gli artisti, ma anche presunti esperti d’arte, cercano il consenso e il riconoscimento pubblico attraverso persone che conoscono a malapena.

Lo studio passa con questa logica in secondo piano, e si sottovaluta come anche milioni di persone con le relative visualizzazioni, in fatto di ricerche artistiche contemporanee possano errare e prendere un abbaglio.
Pensateci: sul serio pensate ci possa fidare delle folle?
Pensate a tutti gli artisti che dalla Rivoluzione industriale in poi, hanno dovuto passare una vita a confrontarsi e contrastare proprio le persone deputate a riconoscerli, pensate agli Impressionisti e a quanto oggi siano caratterizzanti per tutta la storia dell’arte moderna e contemporanea.


Frequentare seriamente un’Accademia d’Alta Formazione Artistica, vuole dire educarsi a non seguire conformisticamente il flusso della corrente, vuole dire essere sfacciati con la consapevolezza e la coscienza dello studio, ed anche del rischio che comporta la connessione tra la propria coscienza etica e la percezione estetica.


Percorsi diversi nascono solo attraverso lo studio, altrimenti che tutti tendano a fare parte della massa ed essere conformi agli altri è una tappa obbligata.
Una cosa è fare arte per piacere al prossimo, altra cosa investire sullo studio da tradurre in originale percorso creativo, quello che è originale (e la Storia dell’Arte e della Scienza questo insegnano) non è sempre popolare, l’originalità è messa in discussione, indagata, messa alla prova e smontata, ma se nell’originalità c’è una buona ricerca che sa connettere linguisticamente passato e futuro, tradizione e innovazione, allora sopravviverà.


Questo è un’Accademia di Belle Arti, l’educazione al coraggio di non piacere, fate attenzione artisti vecchi e giovani privi di studio e formazione, non piacere potrebbe anche piacervi.

Questo logo dell’Accademia di Belle Arti, che a Cagliari non c’è, è di Giada Trudu.

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