AFFINITA’ E DIVERGENZE FRA IL COMPAGNO MASSIMO PERICOLO E NOI

AFFINITA’ E DIVERGENZE FRA IL COMPAGNO MASSIMO PERICOLO E NOI

Per analizzare come il movimento trap si stia spaccando, dando origine a nuove realtà più urtanti e nichiliste, vale la pena di soffermarsi sul testo di questo singolo rivelazione dell’anno, “7 miliardi” di Massimo Pericolo.

“Mi sono fatto due anni
Tu ti sei fatto due grammi
Questa merd* la prendo sul serio
Questa merd* la vendo sul serio

Il mio amico si tatua sul petto
Si drogano tutti i miei broski
Le tue amiche mi succhiano il caz**
Non sono bello, ma rappo

Mi arresti, ma tanto non parlo
Non conosco la lingua dei porci
L’alcool ci rende più forti
L’amore ci ha reso più stronzi

Voglio più soldi
Tro**, tu non mi conosci
Sono il futuro, ma senza un futuro
Sul tuo mutuo del cazzo ci sputo

Siamo sette miliardi, fotte un caz** degli altri
Voglio sette miliardi, ho detto sette miliardi
Apri la busta, mettila tutta, metti la tuta
In prigione da piccolo
E domani m’impicco
Il mio amico lavora alla Tigros
Il tuo amico lavora alla Digos
Io se non sfondo ho fallito
Porco d**, che fastidio
Vado bene soltanto in inglese
Ma mi basta a lasciare Varese

Fancul* la scuola
Mi fumo la droga
Non ho quindici case
Le ho solo cambiate

Questa merda non piace a mio padre
Questa tipa non piace a mia madre
Questa tipa mi mette mi piace
Parlo solo di droga e puttan*
Ma voi di che caz** vi fate
Per mandarmi in galera d’estate?
Per ogni fratello un infame
Puttan* o la fama o la fame
Non crederti tanto speciale
Quando canti esco fuori a fumare
Per strada mi chiamano Vane
Puoi leggerlo sopra il verbale
Sulla Punto mi pompo Lil Uzi
Gridano: “Mamma li truzzi”
Tu me lo succhi, lo sanno già tutti
Qua fate tutti cagare
Tranne me a quanto pare
Fotte un caz** di fare gli incastri
Fotte solo di fare i miliardi
Un processo ma mica Biscardi
Zero calcio, solo calci

Voglio fare la spesa da Gucci
Mica fare la spesa coi punti
E la tipa più figa di tutti
La tua merd* è la sigla dei Puffi

Fotte un caz** di niente
Non so neanche chi è il presidente
Non voto che tanto non serve
Non mi sposo così scopo sempre
Voglio solo una vita decente”

I punti interessanti di questo testo sono molti, mi soffermo solo su alcuni. Pubblicato nel 2018, cresce in visualizzazioni nel 2019, dopo i fatti Corinaldo.

La spaccatura del movimento trap non è nominata esplicitamente, ma è pervasiva: i big si sono commercializzati (Sfera Ebbasta, DPG) o hanno cambiato genere (Ghali, Achille Lauro), i ragazzi cresciuti con loro si sentono non solo traditi, ma comprendono come la possibilità di riscatto sociale rappresentata dal genere (fare soldi attraverso la trap) sia definitivamente svanita.

I “7 Miliardi” del titolo sono un’impossibilità iperbolica, un sogno da cui si è stati defraudati.

Questo porta una serie di corollari ancora più inquietanti.

L’unità generazionale resa inno dallo Sfera di “Figli di papà” è definitivamente archiviata (Siamo sette miliardi, fotte un caz** degli altri/Voglio sette miliardi, ho detto sette miliardi) come illusione, la droga nominata ossessivamente dal testo non è più la marijuana o la codeina, ma l’eroina: non le droghe ricreative e da festa tipiche del trapper in ascesa, ma la droga da autodistruzione cara ai primi artisti americani provenienti dalle trap house.

L’amore e la politica, spesso lasciate ai margini o nominate di passaggio dalla trap, qui diventano incubi: nel videoclip che accompagna la canzone ritorna continuamente il volto di Giuseppe Uva, operaio varesino che nel 2008 entra in caserma in perfetto stato di salute e ne esce morto (pestato a morte?

11 anni di processo e nessuna verità).

Allo stesso modo le uniche donne che il trapper può avere sono prostitute, non in senso “metaforico” ma reale: non c’è alcuna possibilità di affetto autentico se sei un eroinomane della profonda provincia.

La somma di tutti questi fattori porta ad un cambio di prospettiva sul valore dell'”arrivare”: se per i primi trapper tricolori l’idea del successo commerciale è a portata di mano, e in mancanza del successo c’è comunque una strada alternativa di discreto benessere economico, qui l’alternativa è il successo o il suicidio.

La Lombardia cantata da Massimo Pericolo non è quella della borghesia impoverita o della classe lavoratrice che riesce ad arrivare appena a fine mese, ma quella sottoproletaria scoperchiata dalle richieste per il reddito di cittadinanza, quella della povertà assoluta e dei lavori in nero sottopagati… è la provincia dimenticata da tutti, persino dalla trap, una realtà senza alcuna possibilità di redenzione perché a nessuno (neppure all'”arte”) interessa.

Massimo Pericolo insieme a Tedua e Speranza rappresenta il tentativo di reazione al tradimento dei big della Trap e alla frantumazione dl movimento recuperandone lo spirito iniziale, ma questo recupero è nel contempo esasperato e (auto)distruttivo: non c’è nemmeno più l’idea che esista un’uscita o un modo per rendere accettabile artisticamente questo schifo d’esistenza, c’è solo la disperazione e l’Inferno.

Questo genere di recupero ha un nome: Drill.

Tenetelo a mente, prossimamente ne sentirete parecchio parlare.

Federico Leo Renzi

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