AGGIORNAMENTO POLITICO

AGGIORNAMENTO POLITICO

Gli indipendentisti da aeroporto e da dark room stanno prendendo in giro le Primarias di Maninchedda.

Poveri cretinetti!

Maninchedda (con cui non condivido niente e che non ho votato né voterei mai) in quanto a preparazione e strategia politica vi mette ko con un colpo solo e poi pranza sopra il vostro cadavere.

Così come ha fatto Solinas, altro di cui avete riso a crepapelle.
Poveri cretinetti!

Dalla parte dei rosè, invece, Zedda afferma solennemente:

“Per il futuro penso a una discontinuità riguardo al passato, ma non rispetto a una Giunta o un’altra, bensì agli ultimi quarant’anni di governo della Regione”.

(scusate ma un “e stigazzi!” viene spontaneo)

E poi aggiunge:

“Uno dei limiti di crescita anche in realtà più grandi come Cagliari, Sassari, Alghero, Nuoro, sono strettamente connessi al mancato sviluppo delle zone interne dei piccoli Comuni”
“Aiutare i piccoli significa aiutare i più grandi”.

Unendo le due affermazioni praticamente pensa a una discontinuità da se stesso, l’ennesimo sdoppiamento di se stesso, considerato che negli ultimi 10 anni è stato il cagliaricentrista più cagliaricentrista della storia del cagliaricentrismo.

Salendo a Nord, verso i lontani graniti della Gallura, arrivano le dichiarazioni sulle Primarias del Signore della Paesitudine, di colui che siede alla sinistra di Zedda nel giorno della sua messa a disposizione:

“Non voterò, perché non ne ho condiviso il percorso, per i candidati alla presidenza e perché ritengo – lo ripeterò finché ho fiato – che sia il tempo di una convergenza, sui bisogni primari della Sardegna, fra tutte le forze democratiche, autonomiste e indipendentiste per ripensare la Sardegna in relazione allo Stato italiano, all’Europa e al Mediterraneo.

Voterò invece per segnare – nello spazio politico – la parabola di un ponte fra esperienze diverse: di sinistra, socialiste, democratiche, autonomiste, federaliste, indipendentiste e dell’autodeterminazione”.

Praticamente il Signore della Paesitudine trova priva di senso l’esistenza di qualunque primaria e di qualunque candidato alla presidenza al di fuori del duello Zedda-Solinas.

Praticamente vorrebbe tutti, tutti, ma proprio tutti gli avversari di Solinas uniti sotto il comando supremo di Massimo Zedda.

E quando dice tutti intende proprio tutti i partiti e i cittadini della Sardegna, dell’Italia, dell’Europa, del Mediterraneo e di tutte le forze socialiste, di sinistra, democratiche, autonomiste, federaliste, indipendentiste, autodeterminazioniste.

(e qui ci scappa un altro “e stigazzi!”)

È evidente che il Signore della Paesitudine non contempla la possibilità che si possa dissentire, progettare, fare politica da una posizione minoritaria così come non contempla la possibilità che si possa tifare una squadra diversa dalla Juventus che non sia in grado di vincere lo scudetto ogni anno.

Da notare come in questa dichiarazione non ha sorprendentemente citato né Franco Arminio né Céline, né Erofeev… segno evidente che l’amore struggente per Massimo Zedda ha riempito al colmo il suo cuore.

Antonio Musa Bottero

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