Al Foiso Fois il premio HOME di Paratissima

I nostri studenti hanno vinto il primo premio del concorso HOME fondazione Gramsci di Torino, e verranno premiati con una cerimonia ufficiale il 2 novembre.

Liceo Artistico e Musicale Statale “Foiso Fois” Cagliari

Classe 4^ I Design
in collaborazione con la 4^ C Grafica

A.S. 2018/19

PROGETTO HOME House of Memory and Engagement per il POLO del ‘900 – BANDO DI CONCORSO PER OPERA D’ARTE VISIVA BIDIMENSIONALE, TRIDIMENSIONALE O MULTIMEDIALE A TECNICA LIBERA

Fondazione piemontese Istituto A. Gramsci – Torino

Oggetto: breve relazione del progetto presentato, con indicazioni sulla linea di ricerca artistica, schizzi, sinossi (max 1500 battute);
consegna brevi manu dell’opera d’arte visiva (progetto, bozzetti e opera).

Scheda tecnica:
titolo: IN PUNTA DI AGO, UN FRAMMENTO DI VITA
tecnica e materiali: libro cucito realizzato con stoffe di varia composizione (cotone, lino) ricamate a mano (cotone, acrilico) e parzialmente con macchina da cucire;
misure: lato lungo 41,5 x 31 x 2,5 cm

Nella fase ricognitiva del lavoro abbiamo studiato i monumenti a Gramsci realizzati da artisti contemporanei. La nostra attenzione si è soffermata su Costantino Nivola, Alfredo Jaar, Thomas Hirschorn e Maria Lai.

Quest’ultima ci ha particolarmente colpito, per l’opera realizzata in occasione del settantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci: una favola in chiave ecologista.

E’ osì che abbiamo deciso di prendere ispirazione da una delle serie più fortunate della Lai, quella dei libri cuciti, per realizzare un’opera d’arte che fosse al contempo corale e individuale: il libro cucito come un unico manufatto ma anche progettato e ricamato in piccoli gruppi, per ogni pagina/episodio narrata.

Abbiamo unito i banchi al centro dell’aula e sopra abbiamo sparso libri e articoli di e su Gramsci (sulla vita e il pensiero, la graphic novel di Luca Paulesu, Nino mi chiamo, 2012) e cataloghi d’arte (E. Pontiggia, Maria Lai, Arte e relazione, 2017).

L’idea della storia da raccontare ci e? venuta mentre leggevamo in classe la biografia di Antonio Gramsci scritta da Giuseppe Fiori nel 1966, Vita di Antonio Gramsci, la prima che descriveva il pensatore a figura intera, “con i tuffi del sangue e della carne”, o, come scrissero in molti, che attaccava la testa al corpo dell’intellettuale, corpo che era stato un tabù fino a quel momento.

Ci siamo immedesimati nella vita di un ragazzo che, come spesso capita a molti di noi, lascia la sua terra per recarsi a studiare in una grande città, con scarse disponibilità economiche e calato in una realtà urbana completamente differente dalla Sardegna.

Abbiamo voluto raccontare gli esordi del periodo torinese di Antonio Gramsci attraverso dieci tavole, dal suo arrivo in città dalla Sardegna, nel 1911, al primo anno di vita da studente, con il suo spaesamento iniziale, le difficoltà economiche, le paure, lo studio dei primi esami, e, come conclusione, il sogno di una spiaggia sarda.

Prima di procedere al ricamo del disegno – nessuno di noi sapeva ricamare e ha imparato per l’occasione – abbiamo elaborato i disegni preparatori, trasferiti a matita sulla stoffa una volta definitivi.

Il ricamo è stata un’occasione per svolgere un’attività lenta e in disuso, che ha permesso alla mano di pensare (influenzati dal saggio di Juhani Pallasmaa, La mano che pensa, 2014). Il ricamo ci è parsa anche un’occasione per recuperare l’aspetto artigianale del lavoro, sia come passatempo che come necessità, in contrapposizione con la civiltà tecnologica digitale: un modo di dare vita a una pagina bianca senza alcun format precompilato, come impongono i social media o le app.

La nostra docente Anna Cherchi ha portato in classe una vecchia macchina da cucire elettrica Singer. Solo alcune parti delle tavole sono state realizzate a macchina (il filo si inceppava spesso!).

La copertina è stata progettata al termine del lavoro con la consulenza di tre nostre compagne del corso di Grafica.

Le linee verticali della prima, terza e quarta di copertina, in lino marrone scuro, evocano una sbarra delle prigioni in cui Gramsci è stato rinchiuso dal regime fascista, periodo nel quale scriverà i brani sui ricordi dell’arrivo a Torino che abbiamo utilizzato come ispirazione per le tavole.

Il lavoro si articola in dieci tavole/ stoffe ricamate:

I TAVOLA partenza dalla Sardegna – Studenti Montixi e Paschina I

I TAVOLA indice – Studentesse Marras e Mura
III TAVOLA a Torino nel traffico – Studentessa Vecchiato
IV TAVOLA la stanzetta gelida – Studentesse Boi e Cabras

V TAVOLA “Fantasticavo di un immenso ragno che la notte stesse in agguato e scendesse per succhiarmi il cervello mentre dormivo” – Studentesse Deriu e Caddeo
VI TAVOLA pensieri intrusivi/ l’arrivo del ragno – Studentesse Manca e Ingoglia VII TAVOLA il ragno gigante – Studente L. Ottonello

VIII TAVOLA lo scialle della mamma – Studentessa G. Mascia
IX TAVOLA lo studio matto e disperatissimo – studenti Cappeddu e S. Ottonello X TAVOLA “il 15 luglio partirò verso l’adorata spiaggia sardesca” – Studenti Ghiani, Pani, Reutebuch

La narrazione di questi episodi ha preso ispirazione dal racconto di Edgar Allan Poe, The Sphinx, pubblicato nel 1846. Il racconto descrive l’emozione della paura, per procedere in modo da creare tensione nel lettore: non sa se ciò che Gramsci racconta di aver provato e? un’allucinazione, un incubo, oppure qualco- sa di fantastico che viene proposto come reale. Nei suoi primi mesi torinesi,

Gramsci ha una sorta di incubo ad occhi aperti, che gli fa scrivere nei suoi diari:

“Fantasticavo di un immenso ragno che la notte stesse in agguato e scendesse per succhiarmi il cervello mentre dormivo”.

Questo ragno ha rappresentato per noi una metafora del suo disagio, dell’estrema indigenza, del freddo, la solitudine: di tutte le paure che lo affliggono.

Il giovane Antonio sembra consapevole che il suo cervello sia l’unico bene di cui dispone, e la sua paura maggiore consiste infatti nel venire colpito in quell’organo.

La frase: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare», sentenziata dal pubblico ministero Michele Isgrò, ha influenzato noi studenti nell’elaborazione della tavola IV e VII, in cui ricorre la rappresentazione di un cervello, e la tavola V: questo organo è scelto come la sineddoche gramsciana.

Per le tavole abbiamo compiuto una serie di cortocircuiti mentali:

  • –  la tavola III, A Torino nel traffico, si ispira a un disegno di Costantino Nivola, New York, del 1943. Come Gramsci, anche lo scultore sardo si ritrova catapultato in una realta? urbana differente (New York) da quella della sua infanzia e adolescenza, trascorsa in un contesto agro-pastorale (Orani, Nuoro).
  • Nella prima delle lettere da Torino ai suoi familiari, Antonio scrive: “ Provo una specie di ribrezzo a fare delle camminate, dopo che ho corso il rischio di andare sotto a non so quante automobili o trams”;
  • –  la tavola IV, la stanzetta gelida di Antonio Gramsci studente, a Torino, in Corso Firenze n. 57, e? ispirata ai tre dipinti di Van Gogh, La camera di Vincent ad Arles, realizzati tra il 1888 ed il 1889. Volevamo sovrapporre una fratellanza dello stato d’animo del pittore e del pensatore, uniti dalla solitudine e dalla poverta?;
  • –  la tavola V riporta una parte della lettera in cui scrive: “Nel 1911, in un periodo in cui fui gravemente ammalato per il freddo e la denutrizione, fantasticavo di un immenso ragno che la notte stesse in agguato e scendesse per succhiarmi il cervello mentre dormivo”;
  • –  la tavola VII è un disegno ricamato tratto dall’immagine del ragno vespa (Argiope bruennichi);
  • –  la tavola VIII, Lo scialle della mamma, che gli arriva il 14 dicembre 1911, e? ispirato al disegno di Maria Lai Il pane, del 1958, per la posizione della donna che impasta e il tratto;
  • –  nella tavola X, sulla spiaggia sardesca, il disegno degli occhiali e? ricalcato sugli originali esposti alla Casa Museo A. Gramsci di Ghilarza.
  • Anche questa tavola riporta una frase della lettera inedita fino alla pubblicazione in G. Fiori, Vita di Antonio Gramsci, Laterza, 1966.Cagliari/Torino, 6 aprile 2019

Progetto realizzato dagli studenti della 4^ I indirizzo Design:

REBECCA BOI
MARTA CABRAS MARCELA CADDEO ALESSANDRO CAPPEDDU LAURA DE LUCA LUDOVICA DERIU LORENZO GHIANI CLAUDIA INGOGLIA MATTIA LECCA LUDOVICA ELENA MANCA FRANCESCA MARRAS GAIA MASCIA

MARCO MONTIXI FRANCESCO MUGNAI ANNA MURA
LORENZO OTTONELLO SARA OTTONELLO GLORIA PANI FRANCESCA PASCHINA GRACE REUTEBUCH GIULIA VECCHIATO

in collaborazione con le studentesse della IV C indirizzo Grafica, che hanno progettato la copertina:
LARA COCOLO
LORENA PANDUCCIO’

MARGHERITA SGUALDINI

Consulenza per la rilegatura della copertina: signora Franca Sirigu dell’atelier

Istima di Senorbì (Ca), mamma della studentessa Gaia Mascia

Coordinamento docenti: Concettina Ghisu (Storia dell’arte), in collaborazione con le professoresse Anna Cherchi (sostegno) ed Emanuela Cocco (Storia e Filosofia)

Si ringrazia la nostra Dirigente uscente, prof.ssa Ignazia Chessa, per aver favorito la realizzazione di questo progetto, per l’ascolto e l’incoraggiamento quotidiano.

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