Alessandra Menesini: Spazi espositivi “non canonici” moltiplicati a Cagliari.

 

Alessandra Menesini, curatrice e giornalista pubblicista, è critico d’arte e letterario con qualche incursione nel teatro.

Scrive sulle pagine culturali dell’Unione Sarda e svariate riviste.

Ha collaborato per dieci anni, dal 2001 al 2011 , con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari. 

Alessandra Menesini: “Spazi espositivi non canonici moltiplicati a Cagliari”.

Alessandra, vorrei ragionare con te sui linguaggi dell’arte contemporanea a Cagliari (e nell’isola) di questo scorcio di millennio, dal tuo punto di vista quanto ha ancora senso ragionare per scuole e specializzazioni linguistiche di “genere”?

Mi spiego meglio, ha ancora senso ragionare per comparti stagni (pittura, scultura, concettuale, performer e quant’altro) o il secolo dei media integrati e del multitasking ha abbattuto distinguo di genere nel nome dell’ipermedialità d’artista?

Non ci sono steccati tra le arti.

Molti artisti praticano diverse discipline, la cultura è permeabile.

Questo accadeva anche nel passato: le grandi menti sono curiose di tutto.

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“Molti artisti praticano diverse discipline, la cultura è permeabile. Questo accadeva anche nel passato: le grandi menti sono curiose di tutto”.

 

Quanta dialettica c’è sui linguaggi dell’arte contemporanea a Cagliari?

Te lo chiedo perché senza dialettica è molto complicato fare dell’arte contemporanea patrimonio e bene comunitario da valorizzare…

Dialettica poca, se per dialettica intendiamo uno scambio di pensiero. L’arte non è un “ bene da valorizzare”, è essa stessa un valore, per chi la fa e per chi la osserva.

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“L’arte non è un ” bene da valorizzare”, è essa stessa un valore, per chi la fa e per chi la osserva”.

 

Quanta attenzione istituzionale c’è secondo te, nei confronti degli artisti che vivono, abitano e animano culturalmente Cagliari e l’isola?

Te lo chiedo perché spesso emerge in questa webzine una voce di artisti che lamentano la mancanza di uno spazio pubblico di comune confronto di riferimento…

 Le istituzioni non sono assenti, fanno le loro scelte ma non ignorano il comparto.

Gli spazi espositivi non canonici si sono moltiplicati, includono locali, ristoranti, negozi.

Il confronto avviene sul campo e il territorio isolano è molto vivace.

 
 

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“Gli spazi espositivi non canonici si sono moltiplicati, includono locali, ristoranti, negozi. Il confronto avviene sul campo e il territorio isolano è molto vivace”.
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