Alessandro Battaglino ha deciso di lasciarci!

“Grande dispiacere, conoscevo Alessandro ma non ci frequentavamo.
Quello che mi fa riflettere è l’assenza totale in Italia di un aiuto verso coloro che vivono della loro arte e che hanno scelto come formazione importanti luoghi istituzionali.
Un abbraccio a tutti i familiari e agli amici più stretti.”
Paolo Renza
Alessandro Battaglino, viveva e lavorava a Villamaina in provincia d’Avellino.
Scultore e docente, è stato trovato a casa suicida impiccato l’altro ieri.
Difficile in questo momento della storia dell’umanità, per gli artist in Italia, nutrire creativamente la propria spiritualità.
Aveva 44 anni, ci ha salutato, il suo linguaggio vive ancora con noi.
L’artista indy in Italia viva una condizione castrante e frustrante, priva di riconoscimenti e contributi anche minimi, chiaro che senza nicchia di protezione anche lavorare quotidianamente sia un tormento (si vuole vivere di ciò che si è studiato e tradurlo in lavoro).
In questo momento della storia Italiana, non nascondiamoci dietro un dito, anche un docente pubblico in Italia ha un reddito inferiore alla soglia di povertà, quanti stanno aspettando le 200 euro d’aiuto di Draghi?
Uno Scultore come Battaglino quanto era importante per la comunità di Villamaina?
La stampa locale lo racconta come una risorsa per la comunità.
Un fatto che la depressione si stia impadronendo di gran parte d’artisti, dai quaranta ai cinquant’anni, ma non solo, e questo accada in Italia con numeri silenziosi ma significativi, quanto è dovuto a un ruolo sociale e culturale non riconosciuto e sostenuto dallo stato fuori dall’ambito d’alta formazione Accademica?
L’artista è abbandonato quando non sostenuto dal privato: Alessandro si è impiccato nel 2022.
Si parla tanto d’arte e cultura in Italia, ma c’è una condizione degli artisti Italiani (non parlo di dilettanti e improvvisati, ma di studiosi, ricercatori di senso e intellettuali con Alta Formazione artistica alle spalle) ignorati e dimenticati in vita, degli invisibili annientati dal mercato.
Servirebbe un giornalismo serio di settore che raccontasse tutto questo, mentre Cagliari Art Magazine si sta trasformando in un necrologio generazionale d’artisti…