ALEX MUCCI E IL COLLASSO DEGLI STEREOTIPI

INFLUENCER, TRAP, EMANCIPAZIONE FEMMINILE E LA CLASSE DISAGIATA:

ALEX MUCCI E IL COLLASSO DEGLI STEREOTIPI 

Partiamo dai fatti:

Alessia Andrea Mucci (in arte Alex Mucci) è un’ influencer classe 1988, nata a Pescara e trasferitasi a Milano per conseguire la laurea in ingegneria spaziale.

Emigrata in Australia per fare la bartender, 4 anni fa torna in Italia per intraprendere la carriera di influencer.

Vista la quantità di concorrenza la Mucci sfrutta la sua avvenenza fisica e si dedica alla vendita di foto e video nuda ai suoi followers, alternando questo business alla sponsorizzazione di brand di vestiario, siti di scommesse calcistiche (è un’appasionata dello sport) e prodotti di fitness.

Questo mese la ragazza originaria di Pescara fa il suo debutto nel mondo della trap, con un brano intitolato “Foto nuda” prodotto da Big Fish… e qui inizia un’estenuante polemica che da 7 giorni non si placa (un’era geologica per i tempi di Instagram). Vediamo il perché:

Il brano pubblicato da Alex Mucci è una trap con base synth pop anni ’80 su cui s’inserisce la sua voce iperfiltrata dall’autotune.

Il testo è composto da lei ed è autobiografico ed intimista.

La Mucci pubblicando il brano fa un calcolo semplice: se ha un milione di followers su Instagram, almeno la metà apprezzerà questa sua svolta musicale, fornendole una nuova fonte d’introiti… e invece succede il contrario.

Il suo pubblico si rivolta in massa.

Accusata di non saper cantare, di aver scritto barre banali, di perculare il suo pubblico fidelizzato tramite le foto e i video soft erotici rifilandogli musica spazzatura, la Mucci viene bersagliata di critiche e offese, a cui risponde in maniera molto interessante, dimostrando che nemmeno le influencer sono autocoscienti di ciò che sono e di come vengono percepite perfino dalla loro fanbase.

Riassumo in punti l’autodifesa della Mucci e le problematiche insite nelle sue argomentazioni (divido in due il post per facilitare la lettura) :

1- L’argomento forte è che lei è una donna emancipata e completa: felicemente fidanzata, amata dalla famiglia (ci informa a cadenza regolare nelle sue stories dei suoi ritorni nella casa natale), laureata, influencer dalla carriera folgorante, la Mucci si definisce un femminile realizzato, al contrario dei suoi fan sfigati, irrisolti, ignoranti, poveri.

Inutile dire che sputare sulla tua fanbase non è il massimo, soprattutto visto che economicamente ci sei legata a doppio filo

2- L’altro tema forte è il rimarcare la sua laurea: a chi le fa notare il testo banale ed intriso di frasi fatte, lei fa notare sdegnosamente che ha una laurea, quindi è colta, quindi il suo testo non può essere “stupido”.

Accusa chi la critica al contrario di essere ignorante, analfabeta funzionale, di non saper riconoscere la poesia perché “non ha studiato”: argomentazioni tipiche degli artisti d’avanguardia (siano essi poeti, romanzieri, registi o musicisti) alla reazioni sdegnate del pubblico, ma insensate e addirittura blasfeme tenendo conto che il genere da lei prescelto è fatto in gran parte da ragazzi/ragazze che hanno interrotto la scuola per fare soldi con la musica. La trap (in opposizione ad altri generi come l’indie o il jazz) è orgogliosamente ignorante e ha un disprezzo profondo per la cultura scolastica, vista come un inutile perdita di tempo che impedisce di fare i soldi.

In più l’erigere a totem la propria laurea e il ritenerla un fossato che separa l’umano dall’inumano la pone in quella che Raffaele Alberto Ventura chiama la classe disagiata, cioè in quella classe di wannabe membri del ceto riflessivo che per mancanza di fortuna, disponibilità economica o scarsità di posti non riescono a trovare lavoro nell’ambito culturale.

Uno dei punti fondanti della trap è proprio l’opposizione e del disprezzo per la classe disagiata e i suoi valori.

3 – Tema minore ma ancora più interessante perché la Mucci dimostra di non aver capito i capisaldi del genere da lei scelto, l’influencer pescarese dice d’essere intonata e di saper cantare, anche se non come una “professionista che fa lirica”, ma lei mica ha composto un brano lirico, lei ha scritto una canzone pop e quindi per far pop bisogna essere intonati e basta, l’autotune si usa perché fa la voce come va di moda nel pop adesso.
Il fatto che la gran parte dei trapper non sono intonati (ed usano l’autotune appunto per correggere la cosa, vedi Sfera e Capo Plaza) e il suo pensare la trap come una forma di pop da classifica e non un figlio bastardo del gangsta rap, dove la capacità tecnica della voce è il flow e non l’intonazione come nel invece è nel pop d’autore femminile (da Laura Pausini a Elisa per intenderci), ci fa capire come il suo essere classe 1988 le impedisca di comprendere le basi stesse del genere nella quale si è gettata, concependolo come una delle tante varianti del pop da classifica, retto dalle stesse regole di altri generi come l’indie o new soul (questo l’ha scritto in una stories, non sto scherzando).

Il fatto che la generazione successiva alla sua (quella inizi anni ’90 e primi 2000) abbia rivoluzionato la musica proprio in opposizione ai valori e alla prassi care ai millennials, le è totalmente sfuggito, eppure la sua fanbase su Instagram è composta in gran parte proprio dalla generazione Z.

4- L’influencer pescarese sostiene che il testo da lei composto non può essere criticato perché intimo ed autobiografico… il vissuto di una persona infatti non può essere definito banale, trito e ritrito, stupido, ecc qui la Mucci recupera un tema caro alla classe disagiata:

l’individuo unico e insostituibile perché dotato di un’interiorità nascosta ed opposta al mondo esteriore e alle sue logiche.

Se c’è una cosa che la trap odia profondamente, è proprio lo psicologismo e il sentimentalismo, considerati valori/pretesti con cui i vecchi (siano essi boomers o millennials) giustificano la subordinazione economica dei più giovani… la trap è sempre stata profondamente esteriore ed avversa all’espressione di sentimenti che possano distogliere dal culto di soldi/sesso/visualizzazioni.

Le trap girl in questo sono simili nell’espressione ai colleghi maschi: Fishball, Baby K, Chadia, Beba o Priestess infatti evitano il ricorso al sentimentalismo e all’intimismo, pur rimarcando la loro femminilità e rimanendo sull’autobiografico fra la citazione di un brand e l’altro.

5- In ultimo, è interessante la modalità con cui la Mucci litiga con i fan.

Ai commenti su Youtube non risponde, preferendo produrre in maniera compulsiva sul suo profilo Instagram stories con dei testi fittissimi (tecnicamente definiti “Wall”, perché l’impressione quando ti scorre davanti è quella di un muro di parole) in cui scrive in maniera più estesa (e ripetitiva) quanto ho riassunto nei 4 punti precedenti.

Per un pubblico come quello di Instagram disabiutato alla lettura (quando non proprio ostile alla parola scritta), abituato a scorrere il profilo e le stories della Mucci per trovare i suoi nudi o seminudi, questi wall di testo scritto risultano una dichiarazione di guerra peggiore di tutte le argomentazioni usate dall’influencer per difendere il suo brano, perché dimostrano come l’ex bartender pescarese non abbia capito come funziona Instagram, e tanto più che il suo pubblico non è composto da persone che accettano di partecipare a lunghe e argomentate polemiche scritte… modi di usare Instagram e di condurre polemiche tipici delle militanti e delle attiviste femministe più giovani (o di profili collegati ad associazioni culturali, ad esempio Tlon), mondo da cui la Mucci non proviene ma a cui si sente vicina (per istruzione), e da cui mutua per l’occasione modelli comunicativi e di lotta… e qui si torna al punto di partenza: la lunghezza della polemica e i toni accesissimi dello scontro sono incomprensibili se non si tiene conto che Alessia Andrea Mucci con il suo brano e le relative risposte ai fan ha fatto collassare una serie di stereotipi, equivoci, pregiudizi di classe/ceto, incomprensioni fra influencer e followers, fra millennials e generazione Z, dimostrando come il quieto vivere e far affari fosse possibile perché in realtà nessuno conosceva il modo di sentire e pensare dell’altro.

“Alessia Andrea Mucci con il suo brano e le relative risposte ai fan ha fatto collassare una serie di stereotipi, equivoci, pregiudizi di classe/ceto, incomprensioni fra influencer e followers, fra millennials e generazione Z, dimostrando come il quieto vivere e far affari fosse possibile perché in realtà nessuno conosceva il modo di sentire e pensare dell’altro.”

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