Andrea Andrillo a Liberafest San Sperate

Fervono i preparativi per Liberafest San Sperate, dove il 25 aprile al Giardino Megalitico, si festeggierà la Liberazione dall’occupazione nazi fascista. La manifestazione, come da tradizione, non solo ricorderà un momento storico importante della nostra storia recente, ma dedicherà momenti di riflessione sui temi che riguardano i nostri tempi. Una giornata dove arte, interventi politici, musica, readings e conviviale saranno protagonisti per divulgare messaggi di pace, diritti umani e dignità sociale. Noi ci occuperemmo di questo evento intervistando i protagonisti dell’edizione di quest’anno. Cominciamo con un cantautore cagliaritano, Andrea Andrillo, che con la musica racconta storie e problematiche sociali, di ieri e di oggi!

 Cosa è per te la musica?

La musica la senti prima sulla pelle, poi la senti nella testa, che risuona e che si lega ai tuoi pensieri più intimi. Magari a quel punto balli, oppure no, ma comunque vada è dentro di te tutto si muove. In millesimi di secondo interagisci con qualcuno che sta fuori di te e che ti sta inviando quella musica; per non dire di ciò che ti succede dentro, delle emozioni che provi, di quel rimettersi in contatto con la parte migliore di te, quella che sogna, che ama, che si arrabbia o che gioisce o che soffre davvero. Puoi raggiungere una persona con le parole, certo, ma la musica è più simile ad una carezza – o all’occorrenza ad un calcio nei coglioni – più immediata, più efficace di qualunque altra cosa

La musica può essere un mezzo per comunicare messaggi sociali?

Assolutamente sì! Per via della loro capacità di comunicare a livello inconscio, tutte le forme d’arte di prestano a comunicare messaggi complessi, sfaccettati e anche con una qualche attinenza con il sociale. Pensa al primo cinema sovietico, alla poesia futurista o alla musica punk, ma anche alla poesia di Dante o di Peppino Mereu …

Che difficoltà incontri nel proporre il tuo progetto sia nelle organizzazioni pubbliche che in quelle private?

Fondamentalmente non mi pare che ci siano tante associazioni cui interessi un discorso artistico che non sia solamente intrattenimento. Ma può essere solo una mia percezione, magari sono io che non sono abbastanza inserito “nell’ambiente”. Ad ogni modo, se devi giocare a far incontrare una domanda di intrattenimento artistico con la tua offerta, ciò che puoi fare è rendere comunque appetibile la tua arte di modo che soddisfi prima i sensi e in qualche modo intrattenga il pubblico senza difficoltà eccessive. Poi, forte dell’interesse che stai eventualmente suscitando (quando va bene, perché non è che sempre vada bene!), spingi su questo o quel diverso livello di lettura in base a come reagisce la platea; casomai, se sei bravo e hai anche un po’ di culo, il puro intrattenimento diventa un pelino più tridimensionale, non più solo una cosa piatta da usare nel momento e poi buttare via.

Che progetti hai per il presente e futuro?

Sto incontrando il pubblico, sto incontrando altri artisti. Voglio esplorare questi rapporti, approfondire il contesto, i rapporti di equilibrio fra menti creative che possono collaborare fra loro. E anche indagare meglio cosa significa fare musica come la faccio io oggi..serve davvero a qualcosa oltre a non farmi sentire morto dentro? Riesco davvero a dare qualcosa che non siano solo un’ora e mezza di canzoni? A giudicare da come spesso alcune persone mi vengono a stringere la mano dopo certi concerti, forse sì…Quanto al futuro …boh, non so neppure se sarò vivo domani!

Cosa significa per te la partecipazione a Liberafest San Sperate?

Quando smetti di guadagnartela, ecco che la tua libertà poco alla volta svanisce. Liberafest celebra la Resistenza, il dolore e il sacrificio di tante persone che hanno sofferto in modo inimmaginabile per concedere alle generazioni successive di poter parlare di “Libertà”. Io sono grato di questa occasione di poter rendere omaggio a quelle vite, spesso spezzate. E poi credo che suonare a Liberafest equivalga anche ad assumersi implicitamente l’impegno a non abbassare la guardia proprio ora che il mondo sembra volersi dirigere verso nuovi autoritarismi sempre più raffinati e senza più mostrare vergogna. Infine, credo sarà anche un momento di compartecipazione, di condivisione di speranze, sogni … bisogna stringersi a vicenda per non sentirsi soli, per continuare ad avere forza e coraggio per desiderare una libertà che sia di tutti per davvero.

#restiamoumani #Liberafest

 

 

 

 

 

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