Andrea Loddo: L’archeologia sperimentale per alimentare il turismo culturale.

Andrea Loddo: L’archeologia sperimentale per alimentare il turismo culturale.

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“L’associazione da me fondata “Sulle tracce di Dan” è nata per darmi i mezzi di valorizzare e far conoscere il nostro antico passato! Un impatto culturale molto apprezzato, sulla scoperta e lavorazione dei metalli della Sardegna nuragica. Questo potente mezzo potrebbe a mio avviso dare essere un buon mezzo per avvicinare le persone alla riscoperta delle nostre antichissimo origini!”

Partiamo dalla serata nuragica di Lanusei, quanto può essere appassionante e partecipata la nascita di un bronzetto nuragico?

A giudicare da feedback e condivisioni via social network moltissimo, cosa ti ha spinto in questa direzione di ricerca di riscoperta del rituale originario della produzione-fusione artistica?

La nascita di un bronzetto nuragico è evento unico,

che non si vedeva e viveva in questa maniera da oltre 3000 anni.

I veri protagonisti sono loro, i nostri antichi avi!

A Lanusei era la 15° edizione di “fusioni sotto le stelle”,

una rievocazione nuragica della fantastica fusione dei metalli!

L’associazione da me fondata “Sulle tracce di Dan” è nata per darmi i mezzi di valorizzare e far conoscere il nostro antico passato.

Un impatto culturale molto apprezzato, sulla scoperta e lavorazione dei metalli della Sardegna nuragica.

Questo potente mezzo potrebbe a mio avviso dare essere un buon mezzo per avvicinare le persone alla riscoperta delle nostre antichissimo origini!

Credo che LANUSEI abbia afferrato e gradito il messaggio divulgativo, dai bambini a genitori e anziani!

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“Ho voluto mettere del mio per onorare le mie origini e metterle in risalto! Il mezzo da me usato per arrivare a tal fine è l’archeologia sperimentale. Per me è stato un processo molto lento ma accurato , che ho svolto sempre nel massimo rispetto! La nascita di un bronzetto è sempre per me un momento emozionante dal primo sino all’ultimo partorito a Lanusei il più grande da me realizzato 32 cm, il Capo Tribù di Uta.”

Quanto è complicato oggi produrre un bronzetto nuragico? Quanto è il suo tempo di produzione?

Te lo chiedo anche per mettere a fuoco la tempistica di lavoro dei nuragici…

Sono un amante della mia terra e sin da bambino ero affascinato da monumenti megalitici.

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“La mia passione aumenta sempre di più nel scoprire cose nuove e nel sapere che l’archeologia sarda racchiude ancora tanti misteri. Ho voluto mettere del mio per onorare le mie origini e metterle in risalto! Il mezzo da me usato per arrivare a tal fine è l’archeologia sperimentale. Per me è stato un processo molto lento ma accurato , che ho svolto sempre nel massimo rispetto!”

Dai pozzi sacri ai nuraghi, dalle tombe dei giganti alle domuse de janas…

La mia passione aumenta sempre di più nel scoprire cose nuove e nel sapere che l’archeologia sarda racchiude ancora tanti misteri.

Ho voluto mettere del mio per onorare le mie origini e metterle in risalto! 

Il mezzo da me usato per arrivare a tal fine è l’archeologia sperimentale.

Per me è stato un processo molto lento ma accurato , che ho svolto sempre nel massimo rispetto!

La nascita di un bronzetto è sempre per me un momento emozionante dal primo sino all’ultimo partorito a Lanusei il più grande da me realizzato 32 cm, il Capo Tribù di Uta.

Produrre un bronzetto è molto complicato.

Si parte dalla lavorazione della cera d’api .

Il modello va avvolto in un guscio, dopo alcuni giorni di essiccazione deve essere scaldato per scolare la cera e lasciare al suo interno il negativo del modello!

All’interno del guscio verrà poi versato il bronzo fuso.

Il guscio demolito a dopo il raffreddamento, l’oggetto ottenuto è quindi unico, avendo demolito il guscio per estrarre il bronzetto!

Per la creazione di un modello rifinito nei particolari i tempi variano chiaramente , dipende da dimensioni e dettagli e dalla figura più i meno complessa!

I tempi per realizzare un modello si aggirano intorno alle 8 ore dil lavoro.

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“Voglio fare divulgazione seria? Non posso obbligare le persone ad andare nei musei e leggere libri! Allora ho fatto il discorso di Maometto ed ho portato l’archeologia nelle piazze e nelle strade, appassionato centinaia di persone!”

La tua performance a cielo aperto di Lanusei è stata accompagnata dalla didascalia “Archeologia sperimentale”, cosa vuol dire?

Rimettere al centro della vita contemporanea l’Archeologia come processo di informazione e di sapere vivo?

L’archeologia sperimentale consiste nel riprodurre con gli stessi mezzi e tecnologie, determinati ogetti della cultura materiale del passato.

Io sono partito dalla lavorazione dell’argilla a colombino e cottura in fossa a combustione lignea: 

Tecnica detta a “riduzione di ossigeno”!

Poi ho intrapreso la direzione dei metalli.

Mi sono innamorato del bronzo e della lavorazione arcaica a carbon fossile e manici di pelle!

Io l’ho pensata così:

Voglio fare divulgazione seria?

Non posso obbligare le persone ad andare nei musei e leggere libri! Allora ho fatto il discorso di Maometto ed ho portato l’archeologia nelle piazze e nelle strade, appassionato centinaia di persone!

Sto collaborando col regista Mauro Aragoni, mi ha contattato per la realizzazione di un film sui Nuragici, si chiamerà “Nuraghes”!

Ho realizzato varie armature per questo film e a Lanusei ne ho esposto due, il guerriero di Padria e l’arciere di Sardarda.

Credo molto in questo progetto!

La mia terra e miei avi meritano di essere ricordati e la nostra terra, merita di essere valorizzata da un turismo culturale così come l’Egitto .

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“Ho realizzato varie armature per questo film e a Lanusei ne ho esposto due, il guerriero di Padria e l’arciere di Sardarda. Credo molto in questo progetto! La mia terra e miei avi meritano di essere ricordati e la nostra terra, merita di essere valorizzata da un turismo culturale così come l’Egitto .”

 

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