Andrea Vallascas: “Fois” storia di Cagliari da non ignorare

Andrea Vallascas: “Fois” storia di Cagliari da non ignorare

Onorevole Andrea Vallascas, partiamo dalla sua interrogazione al Ministro dell’Istruzione.

Come si fa a rendere plausibile ed accettabile, che Cagliari sia l’unica città metropolitana Italiana ed Europea ancora priva di una sede storica, che possa essere considerata pertinente e permanente, in relazione a quell’ordinaria didattica Ministeriale e Costituzionale garantita dal diritto allo studio?

Si tratta di una situazione inaccettabile sotto diversi punti di vista, a cominciare proprio dagli ostacoli che pone al rispetto del diritto allo studio.

La mancanza di una sede definitiva e l’assenza di strutture adeguate allo svolgimento di attività didattiche proprie di un liceo artistico sono elementi che, da come ho potuto anche constatare nel corso della mia visita a Cagliari, rappresentano un vero e proprio impedimento allo svolgimento di numerose attività.
In queste condizioni, diventa tutto più difficile.

È sicuramente più complessa l’attività degli insegnanti che, senza strumenti e locali adeguati, devono comunque garantire un’offerta didattica in grado di fare emergere le attitudini dei ragazzi guidandoli in un delicato percorso formativo.

Ed è sicuramente una situazione che crea difficoltà agli studenti sul piano dell’entusiasmo e del piacere per lo studio.

A complicare tutto si aggiunge la condizione d’incertezza per le famiglie che, al momento dell’inscrizione, non sanno quale scuola dovranno frequenteranno i loro figli nel corso dell’anno.

“È sicuramente più complessa l’attività degli insegnanti che, senza strumenti e locali adeguati, devono comunque garantire un’offerta didattica in grado di fare emergere le attitudini dei ragazzi guidandoli in un delicato percorso formativo. Ed è sicuramente una situazione che crea difficoltà agli studenti sul piano dell’entusiasmo e del piacere per lo studio.”

L’anomalia Cagliaritana non si ferma ad un Liceo Artistico Metropolitano, che al momento ha 900 studenti, ancora privo di spazi laboratoriali didattici d’indirizzo, e di anno in anno nomade ed itinerante con le sue vettovaglie; Cagliari è anche l’unica città metropolitana Europea ancora priva di un’Accademia d’Alta Formazione Artistica, come è possibile essere in ritardo di secoli rispetto a quanto avvenuto nel resto d’Europa in relazione all’istruzione Artistica?

Sul piano artistico Cagliari è sicuramente una città anomala.

Nei programmi e nei proclami, tutte le amministrazioni di turno dicono di voler puntare sulla cultura, ma poi non viene adeguatamente curata la formazione artistica dei nostri giovani.

Questo lo vediamo sia nella situazione vergognosa dello storico e glorioso liceo Foiso Fois sia nella mancanza di un’Accademia di alta formazione artistica.

Evidentemente in molti non hanno compreso la particolare importanza che rivestono le istituzioni di formazione artistica per le comunità che le ospitano.

Le scuole d’arte in generale rappresentano sempre una grande risorsa. Vivono e lavorano a stretto contatto con le comunità, interpretano l’evolversi della società, ne veicolano i messaggi attraverso nuove e interessanti espressioni artistiche che rappresentano sempre e comunque un arricchimento per la collettività.

La città di Cagliari, invece, sembra ignorare il grande ruolo che ha avuto il liceo artistico nella formazione di grandi personalità che, nelle diverse espressioni artistiche, hanno raccontato in maniera eccelsa la Sardegna e la società sarda.

“Evidentemente in molti non hanno compreso la particolare importanza che rivestono le istituzioni di formazione artistica per le comunità che le ospitano. Le scuole d’arte in generale rappresentano sempre una grande risorsa. Vivono e lavorano a stretto contatto con le comunità, interpretano l’evolversi della società, ne veicolano i messaggi attraverso nuove e interessanti espressioni artistiche che rappresentano sempre e comunque un arricchimento per la collettività.”

Non a caso Cagliari è anche la città metropolitana d’Europa che conta il più alto tasso d’emigrazione tra studenti che hanno tra i 18 ed i 30 anni, prima anche nei numeri della dispersione scolastica.

Possibile che a nessuno sia mai venuto in mente che la mai avvenuta messa a sistema dell’istruzione e formazione artistica residente, contribuisca in maniera consistente nell’alimentare questi dati rispetto a realtà altre?

Questo è un tema molto delicato e molto complesso.

L’emigrazione dei giovani, sia per motivi di studio sia per motivi di lavoro, è sempre un fenomeno doloroso perché è la conseguenza della mancanza di opportunità e di alternative.

Questo è soprattutto il fallimento di una classe politica che non è riuscita a pensare al di là del proprio interesse contingente, ignorando del tutto quelle che potevano essere le conseguenze per le generazioni future.

Oggi, la mancanza a Cagliari di un’Accademia di alta formazione artistica interrompe il percorso formativo avviato al liceo.

L’alternativa, ma solo coloro che possono permetterselo, è proseguire gli studi a Sassari o, come accade molto più frequentemente, emigrare in altre città d’Italia.

Eppure, io sono convinto che a Cagliari ci siano le condizioni per poter dare stabilità alla formazione artistica liceale e per avviare un’Accademia di alta formazione artistica.

Ma è un percorso complesso che richiede il coinvolgimento di tutte le istituzioni e, soprattutto, la volontà.

La volontà di considerare l’arte e le espressioni artiche come forme di arricchimento e crescita per tutti i cittadini.

“Eppure, io sono convinto che a Cagliari ci siano le condizioni per poter dare stabilità alla formazione artistica liceale e per avviare un’Accademia di alta formazione artistica. Ma è un percorso complesso che richiede il coinvolgimento di tutte le istituzioni e, soprattutto, la volontà. La volontà di considerare l’arte e le espressioni artiche come forme di arricchimento e crescita per tutti i cittadini.”
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