ANGELA CHIANELLO, “NON C’E’ N’E'” (DI COVID)

ANGELA CHIANELLO, “NON C’E’ N’E'” (DI COVID): QUANDO IL TRASH SI SPOSA CON LA POLITICA
Ha fatto parecchio scandalo, fino a diventare un caso politico, la canzone “Non c’è n’è” di Angela Chianello e Noseal, Niklaus, Jhonny F. Pubblicata il 10 Novembre su Youtube con video d’accompagnamento, canzone catalogabile come pezzo dance dal retrogusto novantiano ricolmo di citazioni trash.
Ovviamente il pezzo non ha attirato l’attenzione per le qualità artistiche, ma la scelta del genere, l’estetica del video e il messaggio veicolato sono intimamente legati fra loro.
Partiamo da una cosa ovvia: la canzone non appartiene al genere trap, perché mancano tutti i topos del genere, e non perché la base è dance (anche “Auto blu” di Shiva ha una base techno ma è classificabile come trap), come erroneamente riportato da alcuni quotidiani e da alcuni influencer politici.
La Trap finora difatti non si è occupata minimamente del Covid e della pandemia, fedele al suo statuto di escludere la politica dal proprio orizzonte di temi da trattare.
Premesso questo, vediamo perché vale la pena di analizzare la canzone con annesso video:
1- Come noto Angela Chianello è diventata un personaggio pubblico grazie a Barbara D’Urso, specializzata nella tv nazionalpopolare. Dopo questa esposizione televisiva, Angela è diventata un meme molto popolare sui social, poi un’influencer ed infine è passata alla canzone.
Un percorso comune a molti altri personaggi dello showbiz degli ultimi anni.
2- La canzone come il video rimandano ad un’estetica nazionalpopolare tipica del Sud Italia, dove si passa rapidamente dall’interno di una casa da classe media, al quartiere popolare, alla spiaggia attraversando una limousine per finire di nuovo ad uno scorcio di casa popolare in cui si istituisce un processo a Conte.
Un’estetica quindi interclassista, sebbene la sua matrice sia evidentemente popolare.
3- l‘estetica del video pesca sia dalla trap (evidente nella scelta dei ragazzi e dal vestiario) sia dal neomelodico (Gigi D’Alessio).
Dalla Trap mutua sia i richiami nostalgici al consumismo acefalo degli anni ’80-’90, il modo di rappresentare i giovani (la felpa rosa), dal neomelodico invece l’idea che il popolo sia portatore di una saggezza e di un realismo sociale-politico contrapposto al perfido macchiavellismo delle classi dirigenti (vedasi l’attacco a Conte), evidente nella scelta del mare e della case popolari come scenografia.
4- L’estetica del video amplifica molto bene il messaggio della canzone: di Covid al sud non c’è n’è, rivogliamo la vita sociale ed economica di prima che ci avete tolto.
Molto interessante come accanto alla parodia trap di Conte, appaia costantemente la bandiera dell’UE: il nemico non è solo l’esecutivo italiano, ma l’intera comunità europea (possibile rimando all’idea che l’UE sia l’origine dell’invenzione dell’allarme pandemico? Non lo sappiamo).
5- Come notato da alcuni commentatori, il video assomiglia ad una specie di mix fra Salvini al Papeete e le stories dell’ex ministro dell’interno in cui attacca gli avversari politici mentre mangia.
Questo ha fatto erroneamente pensare che Angela Chianello s’ispiri (o sia pagata da) il leader della Lega, quando al contrario sono proprio Morisi e Salvini ad essersi ispirati a quest’estetica nazionalpopolare e ad averla tramutata in veicolo per le loro idee politiche.
6- Leggendo i credits su Youtube, le aziende che hanno contribuito alla realizzazione del video sono tutte palermitane, e guardando i loro prodotti/attività, si comprende il perché di tale sponsorizzazione: negozio di vestiario, studio di tatuatori, noleggio limousine… tutte attività pesantemente colpite dalla chiusure e senza concrete prospettive di poter sopravvivere alla crisi.
Detto questo, c’è un punto su cui vale la pena di riflettere: la saldatura nella coscienza delle classi popolari fra pandemia e crisi economica dovuta al contrasto alla stessa.
L’impoverimento dovuto alle chiusure forzate per la fasce più povere (sia economicamente che culturalmente) è stato visto non come una necessità, ma come un deliberato attacco al loro modo di guadagnarsi da vivere, di socializzare, di rappresentarsi il mondo, colpo che ha poca importanza se sia dovuto ad una pandemia realemente esistente o ad un’invenzione della stessa (il video come la canzone sono ambigui): l’obbiettivo infatti è impoverirli e distruggerli, sia che di coviddi ce ne sia sia che non ce ne sia.
Federico Leo Renzi
Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather