Anna Tea Salis e Marco Lais a Liberafest San Sperate

Il viaggio verso Liberafest San Sperate, che si svolgerà al Giardino Megalitico, continua con le interviste dei protagonisti di quest’anno. Oggi è la volta di Anna Tea Salis, accompagnata musicalmente da Marco Lais, si esibirà in un reading!

Cosa è per te la poesia?
Difficile spiegare “poesia”, mi viene più semplice paragonarla al suono del mare e al silenzio della montagna… è come se la poesia riuscisse a darti la capacità di osservare e ascoltare… che è diverso da vedere e sentire. Secondo Giambattista Vico i primi poeti erano veri “creatori” della realtà, e io aggiungo che la poesia è come la musica, esprime quanto più di primitivo ci unisce ai sensi, all’immaginazione, e alla creatività.
La poesia può essere un mezzo per comunicare messaggi sociali?
Certo, come l’arte in generale, attraverso un messaggio dettato proprio dalle sensazioni, un mio carissimo amico poeta sardo francese, Marc racconta nel suo libro “compito del poeta è salvare qualche parola, qualche parola che potrebbe salvare qualche pelle” La poesia, è un mezzo di comunicazione semplice e chiaro, la poesia non dice bugie, riflette pienamente significati e significanti sociali e personali.
Secondo te, oggi, si trova difficoltà ad avere spazi pubblici per promuovere readings letterari?
Dipende, è un discorso complicato, potrei dirti si e no, se entri in un giro SI, trovi le porte aperte, perché entri in un meccanismo di “immagine collettiva”. Se non sei nel giro, anche se sei bravo, fai un percorso più lungo e faticoso. Secondo Marco a volte gli spazi bisogna anche inventarseli e no aspettare sempre gli altri, perché ogni luogo è una poesia se osservato in modo genuino. Quello che mi piacerebbe, è che si creasse molta più collaborazione tra artisti, gestori di locali, compagnie, organizzatori, senza aver la paura di condividere spazi lavorativi, in modo da far lavorare tutti o dare la possibilità a molte persone di potersi esprimere.
Hai progetti imminenti?
Sto lavorando a due libri, uno uscito in versione prova nel sito “il mio libro” si intitola Quartiere Benvenuti (parla tanto di Sardegna) con l’introduzione di Rosalba Pipitone, è in attesa di edizione cartacea. L’altro è quasi ultimato. Inoltre sto lavorando a spettacoli di readings con il mio compagno e maestro Marco Lai, una fusione di cantautorato e poesia di cui avrete modo di ascoltare al liberfest. Inoltre siamo molto impegnati nel centro culturale artistico che stiamo cercando di fare a Domu Odilia, dove spesso ci ritroviamo in veste di organizzatori con eventi culturali.
Cosa significa per te la partecipazione a Liberafest San Sperate?
Significa condivisione artistica e sociale. Significa “espressione” e “insegnamento” dove ogni persona insegna e impara qualcosa. Sapete quanta energia positiva si crea mettendo insieme tante persone che condividono il diritto all’essere umani, al restare umani, al buon senso? Lascerò che sia lo stesso liberfest e la sua sinergia a rispondervi.
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