Annamaria Testa: La logica del “mi piace” è ondivaga e priva di memoria.

Annamaria Testa: La logica del “mi piace” è ondivaga e priva di memoria.

Marketing e linguaggi dell’arte hanno cominciato ad intrecciarsi ed a fondersi e confondersi a partire dal dopoguerra, in dei casi in maniera palese ed evidente (quanta poetica surrealista c’è nel mondo del marketing pubblicitario ad esempio), linguaggi e poetiche artistiche si sono messi al servizio della comunicazione pubblicitaria, ma anche il marketing si è messo al servizio della diffusione dell’arte contemporanea, quanto la comunicazione pubblicitaria è diventata fondamentale per la diffusione del lavoro di questa o quella istituzione museale o di questo e quell’artista contemporaneo?

La comunicazione (non solo la pubblicità) è importantissima per la promozione della cultura e dei musei.

E infatti molti musei all’estero stanno facendo ottima comunicazione. Guardate i dati e gli esempi che ho pubblicato in questo articolo: http://nuovoeutile.it/musei-italiani/
Nel mercato dell’arte contemporanea le cose, credo, sono ancora più complesse di così: nel gioco entrano anche mercanti d’arte, galleristi, collezionisti, speculatori, il gioco delle quotazioni, i record delle case d’aste, le notizie che su questi record vengono costruite…

 Annamaria Testa (Milano, 1953) è considerata tra i più brillanti talenti creativi Italiani. Ha iniziato a lavorare nel 1974 come copywriter, fondando poi una propria agenzia pubblicitaria.

Annamaria Testa (Milano, 1953) è considerata tra i più brillanti talenti creativi Italiani. Ha iniziato a lavorare nel 1974 come copywriter, fondando poi una propria agenzia pubblicitaria.

Quanto questo intrecciarsi tra marketing e comunicazione, tra linguaggio e progetto, nella pratica è finito per consegnare linguaggi dell’arte e ricerca artistica contemporanea alla condizione di prodotto specialistico?

Se ben capisco, qui la parola chiave è “prodotto”.

E dovremmo intenderci sul significato della parola “prodotto”.

Se “prodotto” è il sistema dell’offerta materiale che proviene dalla produzione industriale di massa, l’arte è un’altra cosa.

Se “prodotto” è “qualsiasi produzione umana, materiale o immateriale, sia rivolta a un pubblico più o meno segmentato”, allora c’entra anche l’arte.

Così come c’entrano la letteratura, la musica, le proposte politiche, quelle religiose, il volontariato…

Annamaria Testa, "La parola immaginata".

Il web, la generation app, piattaforme e social network, quanto stanno cambiando la comunicazione pubblicitaria e come?

Credi alla favola dell’etica e dell’estetica orizzontale che si autoafferma attraverso la condivisione e i “mi piace”?

Mica tanto.

Tutto sommato è un sistema fragile, incapace di progetto, ondivago e del tutto privo di memoria.

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