ANNO BUONO?

ANNO BUONO?

Il giorno dopo, sfumati gli scampoli d’allegria più o meno artificiale rimasti, è davvero triste dover constatare che, come ogni precedente ultimo dell’anno abbiamo amaramente scherzato.

Inconsapevolmente scherzavamo augurandoci a vicenda buon anno, per la semplice ragione che tutti quanti sapevamo benissimo che, chi decide per il nostro futuro è un’infima minoranza, dedita al proprio personale arricchimento ottenuto con l’aumento generale della povertà della maggioranza.

Questo discorso non ha senso esclusivamente per i bambini e gli adolescenti i quali, pur essendo vittime predestinate anch’essi, non possono avere memoria storica sufficiente, neanche personale, per comprendere ciò che li attende.

Ma per noi tutti non è così, il nostro futuro, compreso quello dei nostri figli e nipoti è segnato.

E’ sufficiente togliere lo smalto che a volte amiamo spandere sul passato e vedere le cose con realismo.

A dispetto della maggiore o minore tendenza all’ottimismo individuale, anche a prescindere dall’amore politico del momento, non c’è un caso, uno solo, che possa oscurare il fatto che la realtà è ripetitivamente e drammaticamente in continuo con quella degli anni e dei politici precedenti.

Ciò vale sia per i singoli politici, sia per i partiti da essi rappresentati.
Se quello che sto sostenendo ha un fondo di verità verificabile, come credo, il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi è prima di tutto prenderne atto.
Di questi tempi, il disagio di questa situazione, vissuta e mai completamente compresa, induce molti al ripescaggio inconsapevole di modelli politici “popolari” apparentemente slegati dalle forze politico economiche.

Questo accade per una carenza impressionante di razionalità che porta a non considerare due fattori fondamentali;

Il primo è che i partiti politici “arrivati” servono lo stesso padrone, cioè il sistema sociale iniquo nel quale viviamo.

Il secondo, non meno importante è che le conquiste sociali disgiunte dall’attacco diretto al potere raramente sono tali e, anche quando lo sono, hanno una possibilità di essere mantenute paragonabile alla sopravvivenza del ghiaccio esposto al sole.

Fondamentalmente è per queste ragioni che chi annulla l’impegno politico e sociale nell’idea di rendere più umana una società obiettivamente disumana, paradossalmente, in una certa misura contribuisce a mantenere saldamente le leve del comando nelle mani dei rappresentanti della borghesia, comunque si caratterizzino in quel momento politico.

In fondo si tratta solo di ragionare e di comprendere che il contentino (ognuno ha il suo), avuto combattendo per la propria sopravvivenza non ha valore reale, né significato, così come non l’ha la propria stessa sopravvivenza, se non s’inserisce nell’impegno più generale di garantire la sopravvivenza della specie liberandola dai suoi oppressori.

Senza quest’impegno anche la vita individuale migliore vale meno della spazzatura materiale che ci sta sommergendo.
Chiaramente queste righe non hanno la pretesa d’insegnare la strada a nessuno, semplicemente vogliono essere uno stimolo alla riflessione e per ciò che mi riguarda, alla speranza che ognuno di noi risvegli la propria capacità di vedere, ma soprattutto la voglia di battersi per cambiare il futuro di tutti.
Sono convinto che questo sarebbe il primo passo per poterlo cambiare davvero.

G Angelo Billia

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