Apocalisse e utopia!

Se avete letto i giornali di oggi, avrete notato come l’apocalisse si alterni all’utopia: i contagi schizzano alle stelle e presto si andrà probabilmente in zona arancione per (fingere) di contenerli, ma se tutti faremo la terza dose e la variante omicron diverrà quella dominante entro marzo-aprile il covid diverrà endemico e la pandemia sarà finita.
E’ assai interessante come un fenomeno sistemico e globale come una pandemia venga trattato dopo due anni ancora come un problema nazionale e morale: se tutti gli italiani faranno i bravi, la pandemia si ritirerà dal sacro suolo del Bel Paese.
Evidentemente il Covid non solo è un virus profondamente neoliberista (ti attacca solo quando non produci e non consumi) ma perfino nazionalista: si arresta ai confini delle singole nazioni, valutando quali invadere a seconda della percentuale di vaccinati ivi presenti.
Dopo il socialismo in un solo paese, stiamo teorizzando la fine della pandemia in una sola nazione.
E questa nazione guarda caso è il Draghistan, la prima postdemocrazia occidentale.
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OBBLIGO VACCINALE E GREEN PASS: LA DOPPIA CATENA DEL SUDDITO DEL DRAGHISTAN
Assai interessante notare come anche i più strenui propugnatori dell’obbligo vaccinale non parlino più di abolizione del green pass: persino chi crede sia necessario obbligare l’intera popolazione italiana al vaccino ritiene il green pass una misura strutturale, indipendente tanto dallo stato emergenziale quanto dalla situazione epidemica.
Il perchè è facile da comprendere:
nel caso venisse instaurato l’obbligo vaccinale, sarebbe troppo costoso sguinzagliare le forze dell’ordine casa per casa a stanare i renitenti, è più economico quindi stringere sempre più il cappio delle restrizioni intorno a loro, stesso trattamento che verrà riservato a chi dopo l’ennesima dose non vorrebbe farsi quella successiva.
Le due misure quindi non si escludono a vicenda, ma anzi si rafforzano l’una con l’altra:
l’obbligo vaccinale permette di aumentare le vessazioni collegate al green pass, il green pass è il documento attraverso cui ogni datore di lavoro, barista, controllore di bus/treno/metro, ecc può verificare che il suddito sia in regola con l’obbligo imposto dallo stato, facendo le veci delle sempre più esigue forze di polizia.
Se questa è la parte puramente repressiva, l’esecutivo ha elaborato anche una logica a premi: più dosi fai, più hai “privilegi”.
Dalla quarantena fiduciaria abolita al poter partecipare ad attività sociali ad altri precluse, i vari tipi di green pass permettono in ogni momento di stabilire a quali “privilegi” può accedere la persona in suo possesso.
Di diritti ormai non ha più senso parlare, perché persino diritti basilari (come quello all’istruzione, al lavoro, ecc) saranno subordinati al numero di inoculazioni effettuate.
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L’esecutivo si trova di fronte ad un bivio:
far circolare l’Omicron fra una popolazione totalmente vaccinata (imponendo quindi esplicitamente l’obbligo vaccinale) perché diventi la variante dominante e prendersi la responsabilità politica di un eventuale insuccesso, oppure far circolare l’Omicron senza istituire l’obbligo vaccinale, sapendo che per quante restrizioni possa mettere ai non vaccinati questi non cederanno, e quindi scaricare su di loro l’eventuale fallimento del via libera dato alla nuova variante.
Dal punto di vista politico entrambe le opzioni sono valide, dal punto di vista scientifico (stando almeno al CTS) entrambe sono un azzardo dagli esiti potenzialmente disastrosi.
Tuttavia noi riteniamo che l’esecutivo sceglierà la seconda opzione:
un capro espiatorio per il fallimento di scelte azzardate fa sempre comodo, tanto più che a breve monterà una crisi economica devastante, che bisognerà pur scaricare su qualcuno perché l’attuale maggioranza di governo possa rimanere in sella.
L’unica certezza è che qualunque strada si prenda, i media e i filogovernativi riterranno Draghi esente da qualsiasi responsabilità: nemmeno quando esplicitamente sceglie il Re, la responsabilità di eventuali fallimenti è sua.
E’ sempre dei sudditi, rei di non capire la grandezza di visione del monarca illuminato, e quindi di non applicare correttamente le sue indicazioni.
Federico Leo Renzi