Architetti da Ikea

Il problema dei giovani architetti costruiti in franchising nelle università di Ikea è che sognano di essere archistar però progettano gli interni di case private e piazze urbane copiando i progetti in franchising degli interni di hotel in franchising da angiaeroporto in franchising.
No, a dire il vero non è questo il loro problema principale.
Il loro problema principale è che, da archistar in franchising di angiaeroporto in franchising, sentono il dovere deontologico di disprezzare tutti i loro collaboratori, ingegneri, artigiani, maestranze a cui tocca la croce di realizzare le loro minchiate banali e tutte uguali.

“Il problema dei giovani architetti costruiti in franchising nelle università di Ikea è che sognano di essere archistar però progettano gli interni di case private e piazze urbane copiando i progetti in franchising degli interni di hotel in franchising da angiaeroporto in franchising.”

Tutte queste figure professionali, per l’archistar da angieroporto, non sono collaboratori ma colossali rotture di coglioni.


Ma no, a pensarci bene non è nemmeno questo il loro problema.


Il loro problema è che impiegano due ore a pettinarsi per sembrare spettinati e due ore a vestirsi per sembrare che si siano buttati addosso la prima cosa passata sotto mano, per poi passare le notti nei locali con amici, o a cena da amici, o a teatro con amici cercando di sedurre e fottere le mogli degli amici.

“Il loro problema principale è che, da archistar in franchising di angiaeroporto in franchising, sentono il dovere deontologico di disprezzare tutti i loro collaboratori, ingegneri, artigiani, maestranze a cui tocca la croce di realizzare le loro minchiate banali e tutte uguali.”


Ma che ridere ragazzi!

Pupazzi trentenni con pezzetti sparsi di cultura inoculati in gabbie di allevamento e ingrasso, sguardo tenebroso duramente allenato allo specchio, sofisticate pettinature spettinate, frase ad effetto sempre pronta in punta di labbra, seduttivi, brillanti, con evidenti problemi di erezione, profondamente innamorati di sè…

“Pupazzi trentenni con pezzetti sparsi di cultura inoculati in gabbie di allevamento e ingrasso, sguardo tenebroso duramente allenato allo specchio, sofisticate pettinature spettinate, frase ad effetto sempre pronta in punta di labbra, seduttivi, brillanti, con evidenti problemi di erezione, profondamente innamorati di sè…”

Osservarli all’opera nel tentativo di sedurre e fottere le donne di amici e commensali, è roba che non ha prezzo.
Tenerezza!
Tutti in piedi per un minuto di tenerezza!

Antonio Musa Bottero

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