ARTE ESPERIENZA COMUNE

“La differenza tra l’artista e il non artista non consiste nella maggiore capacità di sentimenti del primo.
Il segreto sta nel fatto che l’artista sa oggettivare e rendere leggibili i sentimenti che abbiamo tutti.”
Marta Graham

La più antica rappresentazione scultorea del corpo umano, a oggi è la Venere di Hohle Fest, Scultura realizzata dall’avorio di un mammut di 35000 anni fa.
Seni sporgenti, vulva amplia ed esplicita, pancia e cosce prominenti.
Tra i 5000 e i 10000 anni fa Veneri somiglianti a questa compaiono in tutta Europa, come mai il linguaggio dell’arte si trasmette su scala planetaria anche in tempi dove le immagini non viaggiavano alla stessa velocità di oggi?
La sfida affascinante di questo secolo è proprio quella di ragionare scientificamente sulla biologia dei linguaggi dell’arte, sul loro essere degli artisti quanto degli spettatori (tutto il resto è inutile intermediazione che riduce l’arte a fenomeno di mercato e marchette).
L’esperienza del linguaggio dell’arte è esperienza comune a tutta la cultura umana, l’arte visiva è una estensione di una funzione del nostro cervello, uno strumento d’acquisizione di nuove conoscenze sul mondo, la visione è un processo cognitivo attivo, l’arte esplora e attiva i processi creativi e narrativi nella cognizione dello spettatore.

“La sfida affascinante di questo secolo è proprio quella di ragionare scientificamente sulla biologia dei linguaggi dell’arte, sul loro essere degli artisti quanto degli spettatori (tutto il resto è inutile intermediazione che riduce l’arte a fenomeno di mercato e marchette). L’esperienza del linguaggio dell’arte è esperienza comune a tutta la cultura umana, l’arte visiva è una estensione di una funzione del nostro cervello, uno strumento d’acquisizione di nuove conoscenze sul mondo, la visione è un processo cognitivo attivo, l’arte esplora e attiva i processi creativi e narrativi nella cognizione dello spettatore.”

L’evoluzione e la narrazione umana è sempre passata per i linguaggi dell’arte, mondi e modi immaginari di relazionare e indagare i problemi, l’artista modella il mondo e lo comunica ad altri modelli, è nel suo linguaggio che è il sistema dell’arte.
Perché in questo secolo sono i linguaggi dell’arte che si affermeranno sul loro essere ridotti a prodotto?
Perché si sta dimostrando quanto siano elemento essenziale di sopravvivenza della nostra umanità.
Il linguaggio dell’arte ha unificato l’umanità nel Paleolitico, i linguaggi dell’arte sono imitativi ed empatici, scambio tra mondo interiore ed esteriore.

“La sfida affascinante di questo secolo è proprio quella di ragionare scientificamente sulla biologia dei linguaggi dell’arte, sul loro essere degli artisti quanto degli spettatori (tutto il resto è inutile intermediazione che riduce l’arte a fenomeno di mercato e marchette). L’esperienza del linguaggio dell’arte è esperienza comune a tutta la cultura umana, l’arte visiva è una estensione di una funzione del nostro cervello, uno strumento d’acquisizione di nuove conoscenze sul mondo, la visione è un processo cognitivo attivo, l’arte esplora e attiva i processi creativi e narrativi nella cognizione dello spettatore.”
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