Artfucking

 

“L’artista isolano, nell’anno sedici del secondo millennio dopo Cristo, non era conformista e non poteva evitare che il conformismo si abbattesse su di lui.

Aveva la profonda consapevolezza della non esistenza del non conforme quando gli individui si aggregavano per ideologie, rituali, cause politiche e simboli.

Considerava anche che la ricerca nei linguaggi dell’arte, necessitava di una matrice non conforme radicata nell’individualità e nell’identità.

Il linguaggio d’artista, quando diveniva linguaggio collettivo, perdeva la sua identità ed i suoi contenuti erano stravolti.

L’anarchia e l’ego d’artista non potevano essere collettivizzati, gli artisti dovevano sapere tutelare per questo la libertà di ricerca e di linguaggio di chi si professava tale, era una questione di sopravvivenza della specie, soltanto in questa maniera poteva resistere nell’isola la cultura dell’artista come professione e bene sociale da tutelare”. 

(Da “Artfucking”, se trovo chi lo edita)

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La ricerca nell’arte contemporanea, passa per lo scambio, le relazioni e le interazioni del linguaggio tra artisti.

 L’interazione tra artisti ed il loro scambio linguistico, implica nella rete una uguaglianza formale, questo è il motivo per cui gli “addetti ai lavori” osteggiano l’interazione e la relazione tra artisti che si legittimano a vicenda.

Il sistema dell’arte con tutte le sue intermediazioni, è la negazione del linguaggio dell’arte, l’intermediazione e la rappresentazione di un “addetto ai lavori” del linguaggio e della ricerca di un artista, è negazione della reciprocità come motore produttivo dell’arte.

La gerarchia del curatore, del critico, dello storico, del gallerista e nel peggiore dei casi del collezionista (neanche lontano parente del mecenate Rinascimentale) è fondata sulla logica delle precedenze.

Il mercato dell’arte attraverso la “rete d’ordine” degli addetti ai lavori,  si propone come sistema di protezione e sostegno per gli artisti e la qualità del loro “prodotto”, in realtà è l’esatto contrario.

La gerarchia del mercato dell’arte non è mai reciprocità di linguaggio, fosse così il mendicante a cui avete donato una offerta il giorno dopo ricambierebbe, invece vi richiederà l’offerta.

La reciprocità nei linguaggi dell’arte è solo nei linguaggi degli artisti, l’intermediario è chi offre la carità al mendicante per legittimare il suo ruolo.

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