Artigianato locale a rischio estinzione

Artigianato locale a rischio estinzione

Nell’arte come nella scienza la funzione primaria del linguaggio è nella condivisione della conoscenza, la conoscenza passa da sempre attraverso la condivisione, la condivisione è una modalità d’indagine anche critica e dialettica della conoscenza, questo vuole dire Accademia.

Accademia vuole dire indagare il linguaggio in formazione prima di farne traiettoria di ricerca, i linguaggi dell’arte vanno compresi, conosciuti nelle loro evoluzioni storiche e poi utilizzati nel pubblico come nel privato a seconda del codice etico ed estetico dell’artista, nella loro moltitudine di varianti di genere la formazione e l’educazione ai linguaggi dell’arte è fondamentale per leggerne i segnali in diverse situazioni, modalità e contesti.

Leggo che non accenna a diminuire la crisi che riguarda l’artigianato artistico locale, il Made in Sardinia, sempre più mistificato e falsificato, sempre meno residente e fuori mercato.

Perché questo avviene?

Perché in quest’isola manca la tutela del fatto a mano?

Mi viene in mente quando lavoro a stretto contatto di gomito con Scultori “Made in Sardinia” che lavorano soltanto con compressori e trapani elettrici, come se non fosse mai esistita la mazzuola da battere con la gradina.

Il fatto a mano e il “Made in Sardinia” sta scomparendo per assenza di Alta Formazione Artistica calibrata sulle reali esigenze produttive e culturali del territorio, possibile che a nessuno venga in mente?

Possibile che nessuno ragioni su come un’Accademia di Belle Arti sia la tutela istituzionale e la garanzia di ricambio generazionale per un sistema produttivo e artistico mai elevato a prodotto di ricerca culturale e locale?

L’Artigianato isolano ridotto a strumento puro di mercato è già scomparso, e lo stesso piccolo artigiano tradisce il suo ruolo per lavorare più velocemente e rispondere a più consegne.

La produzione seriale la richiede il mercato, la produzione artistica e culturale necessita al territorio per gusto e palato, ma la produzione artistica e culturale per continuare a essere unica, originale e non mistificabile richiede educazione e formazione, richiede sacrificio e dedizione che a un certo punto nel nome della creatività diventa trasgressione, per non prendere in giro il cliente bisogna educare il produttore e il produttore lo educhi soltanto con l’Alta Formazione Artistica che nell’area di Cagliari città metropolitana non è mai stata.

Ovunque in giro per l’isola regnano prodotti contraffatti, non nati in Sardegna, si stimano essere monetizzabili in 27 milioni di euro, quattro tocchi del Maestro locale su prodotti grezzi arrivati dall’altrove a buon mercato ed ecco l’originale arte isolana residente.

Manufatti arrivano da nazioni molto educate all’arte, dove ci sono città metropolitane con un’eccellente Alta Formazione Artistica pubblica locale, e fioccano in tale maniera prodotti artigianali locali made in Pakistan, Romania o India.

Vero, nell’isola del provincialismo indipendentista, a oggi nessuno ha pensato all’arte e alla cultura locale come qualcosa da tutelare, oltre a non esserci mai stato un archivio regionale di genere dell’arte e degli artisti residenti, non è mai nata un’Accademia di Belle Arti pubblica Cagliaritana che abbia preso in carico culturale queste problematiche, l’artigianato artistico locale e l’assenza di un’Accademia di Belle Arti a Cagliari sono due problematiche politiche profondamente interconnesse e sincroniche.

L’estinzione e la mistificazione di tutto quello che è arte e cultura locale non è mai stato così dietro l’angolo nella storia dell’isola, la questione non è solo quella dell’irregolarità del mercato nero e della poca etica produttiva del contraffattore locale, fondamentale è incentivare alla produzione della tradizione in chiave contemporanea, e questo può avvenire soltanto attraverso un laboratorio mai nato e diffuso nel territorio centro sud dell’isola di un’Accademia di Belle Arti a Cagliari, spulciando i dati la dice lunga anche il fatto che i numeri più alti della contraffazione Regionale siano quelli della provincia di Sassari e della gallura, verrebbe da chiedersi che tipo di relazione c’è tra l’Accademia di Belle Arti di Sassari, il Liceo Artistico locale e la produzione artigianale locale?

Possibile che dal punto di vista dell’educazione del gusto abbiano educato a guardare più verso che l’altrove che verso la propria specificità e identità culturale?

Di base quest’isola necessita di reti di produzioni artistiche e culturali, e un legame tra le Accademie e la produttività del proprio territorio è in questo complicatissimo percorso della storia dei linguaggi dell’arte isolani una necessità, questo anche a fronte di un’isola che ha il maggior numero in percentuale di studenti bocciati e rimandati d’Italia che rientra parzialmente nella media nazionale soltanto con l’istruzione artistica e musicale liceale (impressionante il numero dei bocciati e rimandati negli altri licei e nei tecnici professionali), nell’isola si boccia di più e si promuove di meno che in Lombardia, vi sembra plausibile questa condizione nell’isola che mistifica la sua stessa produzione artistica e culturale che vanta l’unica città occidentale metropolitana priva di pubblica alta formazione artistica?

Ben venga in quest’ottica la visione del Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, di connettere il Teatro Lirico di Cagliari a una nascente Accademia che progressivamente si sappia connettere alle reali produzioni artistiche e specificità culturali Cagliaritane isolane da tutelare e proteggere attraverso una visione etica della propria estetica della memoria, della tradizione e dei saperi in chiave contemporanea.

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