ASCOLTARE NON VUOLE DIRE RISPONDERE

ASCOLTARE NON VUOLE DIRE RISPONDERE

Alla fine dell’ottocento e per gran parte del secolo scorso, le conversazioni tra artisti muovevano gran parte della loro ricerca.
In questo secolo, quella tipologia di conversazione, quelle dove dopo un confronto serrato si restava inalberati o infiammati, sembrano essere scomparse.
Oggi gli artisti comunicano attraverso la tastiera, non hanno presente neanche il volto e la storia del loro interlocutore.

“In questo secolo, quella tipologia di conversazione, quelle dove dopo un confronto serrato si restava inalberati o infiammati, sembrano essere scomparse. Oggi gli artisti comunicano attraverso la tastiera, non hanno presente neanche il volto e la storia del loro interlocutore.”


I commenti via social?

Ne vogliamo parlare?

Addetti ai lavori liquidano grosse questioni sull’arte con frasi lapidarie come “è una cagata pazzesca”, come il giudizio sull’arte fosse una questione da demandare a Fantozzi piuttosto che a Modigliani.

La dialettica social abbassa lo standard dei contenuti dell’arte, ma da nessuna parte è scritto che l’artista debba conformarsi a questo nulla…
Quando mi sono formato nel secolo scorso, ma è prassi corrente in tutti i laboratori artistici di Liceo ed Accademia, la formazione era posizionamento dialettico, ci si confrontava seriamente per uscire con qualche strumento in più, per mettersi costruttivamente in discussione.

In un laboratorio di formazione artistica, bisogna comprendere quanto sua importante porsi in ascolto, per qualche motivo l’ascolto attivo sembra essere passato di moda, eppure mettersi da parte può essere costruttivo, io  esasperavo il  Maestro di Scultura, lavoravo e basta, lui si avvicinava per raccontarmi qualcosa che potesse essermi utile, determinato dalla sua esperienza, poi se ne andava via, nel suo studio dove dialogava con la corte di studenti in formazione che volevano un confronto serrato.


”In un laboratorio di formazione artistica, bisogna comprendere quanto sua importante porsi in ascolto, per qualche motivo l’ascolto attivo sembra essere passato di moda, eppure mettersi da parte può essere costruttivo, io  esasperavo il  Maestro di Scultura, lavoravo e basta, lui si avvicinava per raccontarmi qualcosa che potesse essermi utile, determinato dalla sua esperienza, poi se ne andava via, nel suo studio dove dialogava con la corte di studenti in formazione che volevano un confronto serrato.
”

La conversazione tra artisti in questo secolo sembra essere divenuta dissing tra rapper, logorroica, una cosa che non sopporto più è parlare con artisti o addetti ai lavori, sono dialoghi spesso inutili che non hanno nulla di pratico ed operativo.

Sembra che gli artisti in formazione stiano perdendo la capacità dell’ascolto per comprendere, ma che ascoltino per studiare come rispondere.

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail