Banksy genio condominiale

Banksy genio condominiale

 
Chi legge le mie opinioni potrebbe pensare che abbia un conto aperto con Banksy, non è così, ritengo semplicemente che l’epopea del banale confuso con il geniale faccia male (almeno a me).
Questo è un momento storico dove tutti gli artisti del pianeta terra stanno facendo un grosso sforzo di ricerca di senso per raccontare quello che il Covid 19 sta materializzando e determinando nelle nostre vite, è in corso un’epocale mutazione sociale, comportamentale, economica e relazionale.
Banksy con i suoi milioni otto milioni di follower su Instagram e le sue quotazioni milionarie è l’artista, è letto come tale, è colui che dovrebbe mostrarci la direzione verso la quale stiamo andando.
Banksy in questo momento della storia dovrebbe essere la spina critica nel fianco di chi in sembra non considerare l’incredibile sforzo collettivo e connettivo di resistenza a quanto sta accadendo.
Invece, puntualmente, ogni qualvolta mi arrivano echi di una sua qualche operazione, constato che la sua produzione mi pare meno originale di quella dei miei studenti che sul medesimo tema si stanno interrogando più di lui.
In un momento dove ci sono tutti gli artisti del pianeta terra arrestati nei loro studi, con la loro economia paralizzata dal Covid 19, in alcune realtà come quella Italiana senza nessun tipo d’ammortizzatore economico sociale, Banksy che cosa fa?
Si muove e comporta come il più banale degli artisti della porta affianco, come il più celebrato artista del nostro condominio, nessuna violazione palesata, grande rispetto delle regole e un dono per ringraziare medici e sanitari che da soli stanno fronteggiando l’emergenza sanitaria.
Niente da dire sul dono, ma l’epopea dell’infermiere eroe non è trasmessa ininterrottamente dai media di massa unificati in ogni dove da novanta giorni a questa parte?
Quale sarebbe la differenza tra Banksy e un servizio giornalistico di Rete Quattro?

Parliamo dello stile?

Un mieloso disegno a matita su tela, degno di un tutorial su you tube, ma è questo quello che deve fare un artista o presunto tale?
All’opera donata al General Hospital di Southampon si è accompagnato un biglietto che recitava:
“Grazie per quello che fate. Spero che illumini un pò il posto, sebbene sia solo in bianco e nero.”
In realtà un tocco di rosso c’è, sulla croce rossa di una bambola infermiera con la quale gioca un bambino, bambino che non gioca più con Batman e l’uomo ragno che ha abbandonato in un cestino, il suo nuovo supereroe in missione è l’infermiera.
Titolo dell’opera “Game Changer”, colui che muta il gioco.
Ora, senza nulla togliere al gesto del dono, ma serviva Banksy per farci leggere medici e infermieri come supereroi e strizzare l’occhio a Greta Thunberg?
Il quadro di un metro per un metro, resterà in ospedale per un mese, poi sarà battuto all’asta e il ricavato servirà per raccogliere fondi per il servizio nazionale sanitario Inglese.
Non sarà che dietro tale generosità si celi la sua solita grande capacità massmediatica di tenere alta la sua quotazione di mercato?
Mi pare ovvio, dal momento che ne parlano tutti i quotidiani del mondo, che arriverà come sempre a confermare la sua quotazione a sei zeri, ma nel nome di questo, che è già scritto, non affliggetemi con la celebrazione del suo genio, perché si tratta del genio in cui si riflette ciascuno di voi, sapientemente disegnato dai media di massa, Banksy è il vostro di genio, il genio dell’artista della porta accanto che nessuno sa chi sia.
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