Bastonate e piombo!

La repressione delle proteste in Olanda ci mostra come verranno gestite le future manifestazioni di dissenso nei confronti delle misure anticovid dei governi:
con le bastonate e il piombo.
Il centro della questione non sono le misure antipandemiche, né per i manifestanti né per gli esecutivi:
la posta in gioco è la ristrutturazione dei rapporti di forza economici.
I governi europei stanno sfruttando la pandemia per accelerare un processo in atto da almeno 30 anni:
la distruzione della piccola proprietà privata e della piccola-media industria a favore di multinazionali monopoliste e semimonopoliste, capaci di aumentare la produttività del lavoro mentre decurtano nettamente i diritti dei lavoratori e i loro salari.
Non a caso la gran parte dei sostenitori delle misure antipandemiche emanate dai vari governi sono i grandi industriali, le multinazionali, la classe media impiegatizia, il ceto riflessivo, cioè tutti coloro a cui le misure emergenziali hanno procurato un guadagno o hanno lasciato invariato il reddito, e che sperano di blindare questa situazione da qui all’infinito, per lasciare che siano i bottegai, i piccoli imprenditori, i lavoratori della produzione, della GDO e della logistica a continuare a pagare i costi economici della crisi nei secoli dei secoli.
Il fatto che in questo quadro le manifestazioni di protesta divengano sempre più organizzate e partecipate, porta naturalmente gli esecutivi e i propri sostenitori a teorizzare (e praticare) la repressione più brutale:
siccome l’obbiettivo è blindare i rapporti di forza e non certo di riequilibrarli, qualsiasi contestazione diventa un attacco frontale che deve essere represso ad ogni costo.
Federico Leo Renzi
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