Bruxelles

Bruxelles

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Bruxelles centro vitale dell'Europa, blindata e protetta 
più di ogni altra città è stata colpita.
È una guerra senza confini, che fa più vittime da diversi
 fronti, etnie e razze, ma spesso le vittime europee hanno un peso specifico differente rispetto alle vittime africane, arabe o siriane e soprattutto la colpa 
delle vittime europee ricade a sua volta sulle vittime 
africane, siriane: i migranti!
Si parla subito di chiusura frontiere, come se adesso fossero realmente aperte, chiusi e prigionieri in campi profughi in cui le condizioni umane e socio-sanitarie non sono
certamente brillanti.
Si parla di 
accogliere il nemico in casa, come se tutti gli arabi o 
richiedenti asilo fossero degli estremisti islamici, 
come se migrante facesse rima con terrorista.
 Si fa leva sulla paura, sull'ignoranza, sulla condizione 
di povertà di molti europei che si fa credere venga
 aggravata dall'ingresso nelle nostre città dei profughi e non si racconta la 
verità: le armi e le bombe usate per queste stragi 
sono fatte tutte in Europa, vendute da noi europei agli 
stessi terroristi, e gli stessi soldi che l'isis usa per 
uccidere e sovvenzionare la sua folle guerra è 
fornita in gran parte dagli stessi Stati americani ed 
europei che comprano il loro petrolio.
Quindi di chi è la colpa? 
Chi sono i reali mandanti di queste stragi? 
Che volto dare ai colpevoli ?
Troppo facile, troppo conveniente, troppo comodo dare la 
colpa ai migranti, significherebbe non ammettere le reali 
responsabilità dell'occidente nei confronti della nascita dell'isis.
La chiusura delle frontiere non risolve il problema, 
ma neanche la militarizzazione di intere città, la chiusura in milioni di metal dector che dovrebbero scannerizzare anche l'animo non serve a tenere lontano i terroristi.
La politica europea ha fallito, servirebbe un lavoro di 
coordinamento di intelligence tra i vari stati che 
consentisse un lavoro di indagine comune e la possibilità
di incrociare dati, sequenze criminali con velocità e 
massima collaborazione tra tutti gli Stati 
occidentali, inoltre servirebbero delle politiche sociali 
di accoglienza e integrazione, che non chiudano l'immigrato in quartieri ghetto in cui non viene riconosciuta la 
potestà legislativa dello stato ospitante.
Dare la colpa al profugo è solo un bieco pretesto per non 
dare un reale nome ai colpevoli di queste stragi 
terroristiche e non accettare il 
completo fallimento delle politiche europee, incapaci di
 creare leggi comuni e di coordinamento tra i diversi stati per un fronte unitario contro criminalità e terrorismo.

Vanessa Aresu

 

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