Bugiardino d’artista

BUGIARDINO D’ARTISTA PER DURARE NEL TEMPO

 

– Non bisogna ripetersi

A intervalli regolari a liberarsi della propria produzione, storia e memoria, non ci si può coltivare come feticci.
La memoria va consegnata ad altri per ripartire verso nuove traiettorie a cominciare da niente di costruito, la memoria può essere un limite pregiudiziale.
La propria memoria è viva quando non è immobile, quando ci si ricorda d’essere adolescenti non si è più adolescenti.
Il linguaggio non deve guardarsi indietro se non per riconoscersi in uno scatto, in un frame e progressivamente diventare altro.
 

– Non bisogna conformarsi ma confrontarsi

Necessita confrontarsi con la conformità per tenderne il limite di volta in volta, la produzione linguistica insegue la conformità per contrastarla in un abbraccio mortale determinato dal tempo.
 
-Bisogna divertirsi
Serve saper fare i dispetti al conforme per capire la realtà, apprendendo davanti al tempo cosa si può (o deve) fare e cosa non può (o deve) fare, vivendo con consapevolezza la propria produzione artistica come terapia.
Un ricercatore che studia come stare bene testando i propri prodotti linguistici.
Il gioco è provarci, il linguaggio è il farmaco e tutti sono cavie inconsapevoli, ma il farmaco lo testa l’artista in prima persona.
 

– Liberarsi di se stesso

Cercare  il conflitto critico con il linguaggio della propria conformità, è terapeutico, unica modalità per fare progredire sistematicamente il linguaggio dell’arte come ricerca.
 

– Vendere non è un problema

Tutto si vende e si è tutti in vetrina, si vende a tutti e per tutte le tasche, serve non vendere in conformità produttiva con altri artisti, il proprio linguaggio dovrebbe riuscire sempre a distinguersi, complicato distinguersi in un arena di conformità?
Nessun artista pensa che il suo lavoro sia semplice, altrimenti non sarebbe un professionista.
 

– Lasciare sempre al proprio linguaggio vie di fuga 

I percorsi unici si traducono in vicoli ciechi che portano sempre al punto di partenza, serve fare in modo che il proprio linguaggio sappia negarsi per farsi sistema in autonomia, non si cercheranno opportunità, i percorsi del proprio linguaggio determineranno opportunità.
 

– Se non precede non serve

Per precedere devi assimilare e studiare, e mentre gli altri raccolgono consenso devi andare oltre alimentando il dissenso sempre in cerca di rappresentanza e maggioranza, chi arriva prima aspetta, e mentre si annoia aspettando studia il ritardo degli altri.
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