Cagliari e l’arte dimenticata

Cagliari e l’arte dimenticata

Qualche anno fa Cagliari concorse con altre città, per il riconoscimento di capitale europea della cultura e relativa assegnazione di risorse. Ricordiamo il grande impegno propagandistico di cui la città fu destinataria, una sorta di affermazione ribadita quasi di auto-convincimento, forse più impellente del riconoscimento di chi non abita Cagliari.

La scelta ricadde sulla splendida Matera, città conosciuta nel mondo, che oltre alle sue peculiarità intrinseche, al suo stato di conservazione e di rinascita culturale, l’aver concorso con essa in finale non può che farci onore.

Dopo questo impegno, almeno mediatico, abbiamo auspicato e pensato ci sarebbe stato un seguito, in cui un progetto strutturale in ambito culturale, avesse portato a consolidare e sviluppare, ciò che già in questa nostra città esiste e in cui l’arte nella sua più ampia accezione è parte centrale.

Contrariamente agli auspici però, il mancato riconoscimento a cui si è accompagnato lo spegnimento dei riflettori, ha provocato una ulteriore stagnazione, in cui la positiva frammentarietà delle azioni autonome dei tanti soggetti attivi in tal senso è destinata alla morte fisiologica.

Ancor peggio, l’amministrazione comunale normalmente indifferente alle proposte o alle richieste dei cittadini, ha ingaggiato un duello dialettico e formale con l’unico liceo artistico della città, il Foiso Fois, da sempre aperto laboratorio per e tra studenti e grandi artisti sardi contemporanei.

Non solo, ma in questa nostra capitale della cultura mancata, è assente un percorso di studi universitario, l’Accademia delle belle arti, che anima invece tante città italiane riconosciute nel mondo come capitali di universale “bellezza”.

crediamo in una organicità relazionale tra i molteplici soggetti privati e istituzionali, per cui non le opzioni di appartenenza creano “punteggio”, ma il loro valore assoluto.

Una dialettica di relazioni e risorse in grado di permettere a quell’avanguardia artistica e quindi culturale, il determinante esercizio della sua funzione nel contesto medesimo e in quello naturale, costituito dalla società di cui fa parte.

E se quella candidatura ha avuto senso, almeno come nuovo inizio per questa città mediterranea, è incomprensibile la discontinuità che ne è seguita e a cui forse possiamo attribuire i veri moventi della candidatura.

Maurizio Ciotola

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