CAGLIARI, L’ENNESIMO “SCATOLONE DI SABBIA”

CAGLIARI, L’ENNESIMO “SCATOLONE DI SABBIA”

Scatolone di sabbia, così Gaetano Salvemini, nel lontano ma non lontanissimo 1911, svalutò la Libia scoraggiandone la conquista, quando ancora non si era a conoscenza del prosperoso sottosuolo petrolifero.

Dunque anche Cagliari è culturalmente considerata, per tantissimi giovani cagliaritani, l’ennesimo scatolone di sabbia, una città ove è inutile investire tempo e denaro perché ritenuta terreno infertile.

Così si rinuncia alle lotte, si svende al forestiero e si abbandona la terra in cerca di un appezzamento già pronto, già seminato, spendendo ingenti capitali.

Ma cos’ha reso altre Città, delle oasi da cui non doversi per forza spostare e obbiettivo dell’emigrato cagliaritano?

La grave mancanza di un’alta formazione artistica è una delle maggiori cause di emigrazione.

Spinge il cagliaritano a diventare un beduino, a spasso per l’isola e per lo stivale, ritenuto da tanti figlio di una terra bella ma retrograda.

– Perché studi qua?

– Perché a Cagliari non c’è.

In Italia le Accademie di Belle Arti riconosciute dal MIUR sono solo venti, a malapena una per ogni regione.

Cagliari è una di quelle città senza un’alta formazione artistica, capoluogo sardo con una provincia di 561.289 abitanti nel 2016.

Gli studenti economicamente più fortunati si spostano a Sassari o abbandonano l’isola.

Gli altri si disperdono in studi di ripiego, effetto il successivo abbandono, ripiegando ulteriormente in lavori occasionali sino all’inevitabile incombenza di un indeterminato periodo di disoccupazione.

Mediamente, in Italia, le tasse accademiche per un reddito medio si aggirano intorno ai 1600 euro annuali.

Da aggiungere a questa spesa circa 700 euro mensili (cifra media in base alle esigenze primarie come affitto, trasporti e alimenti) per il mantenimento.

Dunque uno studente fuori sede spende circa 7900 euro all’anno per studiare.

In un qualsiasi corso tre più due (triennale più biennale specialistica) lo studente fuori sede va ad investire circa 40.000 euro per la sua formazione professionale.

Giada Trudu

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail