CAGLIARI MAI EDUCATA ALLA PROGETTAZIONE ARTISTICA

CAGLIARI MAI EDUCATA ALLA PROGETTAZIONE ARTISTICA

Quando qualcuno indica alla luna, gli stupidi guardano al dito”.
Antico proverbio tibetano

Istruzione artistica è educare alla progettazione.
C’è qualcosa di cui una comunità come quella Cagliaritana avrebbe maggiore bisogno?
Quanto servirebbe ad una comunità come quella Cagliaritana, una coscienza diffusa e radicata che sappia progettare la propria identità culturale ed artistica nel territorio attraverso dei passaggi lineari?
Risolvere dei problemi e delle anomalie, necessita di una educazione al progetto che sembra non esserci, l’educazione a risolvere problematiche attraverso il progetto passa per l’istruzione e l’educazione artistica, nel Cagliaritano impossibilitata a consolidarsi è puntualmente osteggiata.
Progettare vuole dire fare da soli a partire dalla conoscenza che si ha di se stessi e delle proprie potenzialità.

Quanto Cagliari conosce realmente il suo potenziale artistico residente?
Progettare vuole dire mettere in posa una serie di operazioni necessarie e logiche per raggiungere il massimo risultato e la massima ricaduta con il minimo sforzo.
La creatività e l’arte a Cagliari dovrebbero essere messe in condizione di autorappresentarsi con il minimo sforzo o dobbiamo ancora raccontarci che se non vai a studiare fuori non sei un artista?

Se nascesse finalmente un’Accademia di Belle Arti a Cagliari, per creare una didattica ed educazione all’arte permanente anche per chi a Cagliari vive e risiede?

Possibile che a Cagliari nel 2017 si debba ancora lavorare per giustificare l’utilità dell’istruzione artistica e la sua ricaduta produttiva sulla comunità tutta?
Possibile che ancora serva dimostrare come il processo creativo sia qualcosa che si sintetizza e radica nell’individuo attraverso il fare?
Progettare vuole dire sapere oggettivizzare quello che si va a realizzare, uno Scultore non può se deve pensare ad una Scultura, non considerare come interagirà con lo spazio e la luce.
La progettazione è un punto di vista, è il lavoro del professionista dell’arte, il punto di vista è stimolo di riflessione e percezione.

A Cagliari non è mai stata progettata una messa a sistema della propria istruzione e cultura creativa ed artistica, tutto questo si sente e vede nel quotidiano, bisognerà prima o poi prenderne atto.

“Possibile che a Cagliari nel 2017 si debba ancora lavorare per giustificare l’utilità dell’istruzione artistica e la sua ricaduta produttiva sulla comunità tutta? Possibile che ancora serva dimostrare come il processo creativo sia qualcosa che si sintetizza e radica nell’individuo attraverso il fare?”

Il problema della messa a sistema dell’istruzione artistica e dell’arte residente a Cagliari, sarebbe visto da fuori dall’isola, un falso problema, ci fosse la volontà nel 2017 sarebbe facilmente risolvibile, il problema è che per poterlo risolvere servirebbe riflettere seriamente sulla propria storia e la propria memoria, Cagliari non ha mai maturato e metabolizzato storicamente la sua relazione con la gestione pubblica della sua arte, dei suoi artisti, della formazione artistica, della propria storia e cultura come patrimonio e risorsa per la propria comunità.
Cagliari deve sapere instaurare un rapporto semplificato e funzionale con la sua pubblica istruzione artistica e con i suoi artisti residenti, deve sapere strutturare processi di fruizione e di formazione artistica radicati e permanenti, funzionali e semplici.
Porre a sistema arti ed artisti residenti, vuole dire progettare la storia artistica e creativa della propria comunità ponendo le basi per poterla osservare.

“Il problema della messa a sistema dell’istruzione artistica e dell’arte residente a Cagliari, sarebbe visto da fuori dall’isola, un falso problema, ci fosse la volontà nel 2017 sarebbe facilmente risolvibile, il problema è che per poterlo risolvere servirebbe riflettere seriamente sulla propria storia e la propria memoria, Cagliari non ha mai maturato e metabolizzato storicamente la sua relazione con la gestione pubblica della sua arte, dei suoi artisti, della formazione artistica, della propria storia e cultura come patrimonio e risorsa per la propria comunità. Cagliari deve sapere instaurare un rapporto semplificato e funzionale con la sua pubblica istruzione artistica e con i suoi artisti residenti, deve sapere strutturare processi di fruizione e di formazione artistica radicati e permanenti, funzionali e semplici.”

Molto facile invocare quadri normativi astrusi (che astrusi non sono) e complicare dei percorsi formativi naturali altrove normali, molto difficile nel nome della propria autonomia semplificare ed ottenere massimo profitto e rendimento dalle proprie intelligenze artistiche in un’ottica d’interesse comune.
Serve concettualizzare la necessità di un sistema, che non passi esclusivamente per la Fondazione Banco di Sardegna o per i privati, che sappia determinare e rappresentare la propria storia e cultura artistica, semplificare richiede ricerca e la ricerca dovunque in Italia e in Europa, da secoli passa per le Accademie d’Alta Formazione Artistica, che ad oggi non sono mai passate di moda e continuano a formare e sformare scuole di pensiero, di ricerca e di confronto di senso sulla necessità dei linguaggi dell’arte contemporanea, oltre il tempo e la storia in cui sono state pensate e rappresentate.

 

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