Cagliari mai stata città Museo

IL CITTADINO CAGLIARITANO

Il problema dell’educazione del cittadino Cagliaritano all’arte ed agli artisti contemporanei residenti, nasce dall’analisi del contesto metropolitano Cagliaritano relazionato all’altrove.

Palese che nel territorio metropolitano Cagliaritano, non ci sia nessuna messa a sistema pubblico dell’arte e degli artisti residenti.

Tutto è affidato a Fondazioni, Associazioni, Mercati e quotazioni, in altre parole è tutto investimento privato, ovvio che questo tenda e tenderà ad appiattire i linguaggi dell’arte.

“Il problema dell’educazione del cittadino Cagliaritano all’arte ed agli artisti contemporanei residenti, nasce dall’analisi del contesto metropolitano Cagliaritano relazionato all’altrove. Palese che nel territorio metropolitano Cagliaritano, non ci sia nessuna messa a sistema pubblico dell’arte e degli artisti residenti.”

Cosa abbia determinato questo incredibile vuoto è francamente poco interessante, sicuramente c’è una mancanza d’interesse strategico politico nel determinare un’idea d’inserimento degli artisti che vivono ed abitano Cagliari nell’ambiente ed arredo urbano, rendendoli in tale maniera fruibili nei contenuti, nella stessa maniera, al turista come al residente.
Dopo Ugo Ugo e la nascita del Liceo Artistico, nulla si è fatto a Cagliari di concreto nel pubblico, eppure molto andava ed andrebbe fatto.

Una Cagliari che sappia modularsi sempre con i suoi artisti sulle problematiche del contemporaneo va progettata e pensata oltre le traiettorie della consuetudine, non si può evitare la discussione ritenendola una perdita di tempo.

“Questa indefinizione artistica e culturale ne fa una comunità spuntata nell’epoca del turismo globale. Se dovessimo ragionare su un ipotetico attentatore Isis, cosa potrebbe distruggere simbolicamente a Cagliari per avere una forte risonanza d’immagine mediatica? Il turismo culturale è il principale attratto turistico di questo secolo, pensate a Milano o Parigi. Sapete secondo il WTO a quanto ammontano i ricavi complessivi del turismo internazionale? 1522 miliardi di dollari.”

L’arte residente è fondamentale nel determinare la sensorialità del territorio che si vive ed abita, l’oggetto culturale ed artistico bisogna saperlo sentire oltre la vista, la fruizione deve potere essere essere sociale, culturale, semiotica, prossemica e simbolica.

La Cagliari metropolitana contemporanea è tristemente un posto privo di arte ed ibernato, certi giorni estivi è un deserto urbano culturale attraversato da disorientati turisti che non sapendo cosa ammirare sostano da Zara e fanno shopping, animano le strade gli extracomunitari, questa è la Cagliari  capitale della cultura, una cartolina, il fondo di una scena teatrale.

Questa indefinizione artistica e culturale ne fa una comunità spuntata nell’epoca del turismo globale.
Se dovessimo ragionare su un ipotetico attentatore Isis, cosa potrebbe distruggere simbolicamente a Cagliari per avere una forte risonanza d’immagine mediatica?
Il turismo culturale è il principale attratto turistico di questo secolo, pensate a Milano o Parigi.
Sapete secondo il WTO a quanto ammontano i ricavi complessivi del turismo internazionale?
1522 miliardi di dollari.
Non lo sapevate?
Penaste un poco, il turismo locale ha un indotto ancora maggiore.
Prendiamo New York, luogo dove notoriamente l’arte e gli artisti non sono proprio squalificati alla “Cagliaritana”, ma che cito come esempio perché Cagliari almeno a parole, ha da sempre l’ambizione d’essere la New York dell’isola; a New York, nel 2015, sono arrivati 12,3 milioni di visitatori esteri, ma ben 46,2 milioni di Statunitensi.
La Francia è il paese più visitato al mondo dagli stranieri, incassa dal suo turismo interno il doppio di quello esterno.
Negli Stati Uniti di Trump il turismo domestico è il quadruplo di quello internazionale.
Adesso avete un poco più chiaro cosa voglia dire rendersi culturalmente autonomi con il proprio turismo culturale?
Il valore simbolico di un turista in un luogo simbolico, ha lo stesso valore culturale del viaggiatore del settecento che viaggiava con il suo blocco da disegno, tempere ed acquerelli, ritraeva paesaggi spettacolari, quel viaggiatore ci ha traghettato verso il simbolismo della dipingibilità.

“La Francia è il paese più visitato al mondo dagli stranieri, incassa dal suo turismo interno il doppio di quello esterno. Negli Stati Uniti di Trump il turismo domestico è il quadruplo di quello internazionale. Adesso avete un poco più chiaro cosa voglia dire rendersi culturalmente autonomi con il proprio turismo culturale?”

L’origine del selfie è nel turismo culturale, su questo nel territorio Cagliaritano non si è mai realmente lavorato.

Pensate a Stendhal alla passeggiata delle Cascine, quando scriveva:
“Ingombrata da Russi e Inglesi, Firenze non è altro che un Museo pieno di stranieri che vi traslocano le proprie usanze”.
Cagliari è mai stato un Museo pieno di stranieri che vi traslocano le proprie usanze?

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail