Capoterra è “Accademia Nuragica”

L’identità è “Accademia Nuragica”

Leggo a mezzo stampa, che dinanzi al progetto del Maestro Antonello Pilittu “Accademia nuragica”, qualcuno invochi il carattere poco identitario dell’operazione, nel nome della ferrovia che collegava la miniera di San Leone (Comune d’Assemini) a Capoterra,  tratta ferroviaria identificata come più identitaria di una Scultura che con linguaggio e codice nuragico vuole andare a celebrare Sant’Efisio il martire guerriero.

“Leggo a mezzo stampa, che dinanzi il progetto del Maestro Antonello Pilittu “Accademia nuragica”, qualcuno invochi il carattere poco identitario dell’operazione, nel nome della ferrovia che collegava la miniera di San Leone (Comune d’Assemini) a Capoterra,  tratta ferroviaria identificata come più identitaria di una Scultura che con linguaggio e codice nuragico celebra Sant’Efisio il martire guerriero.”

Non è scorretto confondere i piani di un discorso progettuale che ha le sue radici proprio nello studio della propria identità?

Una cosa è parlare d’archeologia industriale, altra cosa è parlare di linguaggio dell’arte che celebri il passato e osservi il futuro in un’ottica contemporanea.
Facciamo un piccolo ragionamento, sul perché canone e linguaggio nuragico, tradotto in una visione plastica comune da un team di Scultori residenti, che ne faccia Accademia, sia frutto di una serie d’interrogativi storici su dove si debba realmente andare a cercare lo spirito identitario e culturale Capoterrese.

“Una cosa è parlare d’archeologia industriale, altra cosa è parlare di linguaggio dell’arte che celebri il passato e osservi il futuro in un’ottica contemporanea. Facciamo un piccolo ragionamento, sul perché canone e linguaggio nuragico, tradotto in una visione plastica comune da un team di Scultori residenti, che ne faccia Accademia, sia frutto di una serie d’interrogativi storici su dove si debba realmente andare a cercare lo spirito identitario e culturale Capoterrese.”

Capoterra nasce nuragica, tracce d’insediamenti nuragici sono a Carruba Durci, Monte Arrubiu e Cuccuru Ibba; intorno al nuraghe di Cuccuru Ibba si sviluppo una fiorente officina litica locale.

Cabuderra come Caput Terrae è già Romana, in epoca giudicale divenne villa curatori di Roma, nel 1107 venne nata dal giudice Torchitor de Lacon alla Chiesa di San Lorenzo di Genova, tornò a fare capo al giudicato di Cagliari nel 1120, dopo la capitolazione di Santa Igia passò sotto il controllo Pisano, passò per motivi di matrimonio sotto il controllo di Mariano d’Arborea; sbarcarono poi i Pisani a Capoterra per reagire alla conquista Aragonese della Sardegna, era il 26 Febbraio 1324, 1200 cavalieri sbarcati al porto della Maddalena ingaggiarono una cruenta battaglia contro l’esercito dell’infante Alfonso nella zona di Lutocisterna e subirono una truce disfatta.

Contrasti tra il Re d’Aragona Pietro IV e il giudice sardo portarono Capoterra a essere incendiata e distrutta nel 1353 dagli Aragonesi.
Capoterra restò disabitata per tre lunghi secoli, per essere ripopolata soltanto nel 1655, venne ripopolata nonostante il periodo di peste, il primo nucleo di case venne chiamato Villa Sant’Efisio, come il Santo Martire guerriero che la Scultura con codice nuragico, di un territorio da millenni martoriato e abusato, saluterà a Maggio.

Capoterra venne ripopolata nel nome delle “buone condizioni” offerte per sfuggire a vendette che erano la norma nell’isola, era il luogo per chi voleva iniziare una nuova esistenza, abitanti scaltri nell’uso delle armi e pronti a difendersi dai corsari e dei mori.

La Scultura “Accademia Nuragica” vuole sintetizzare questo percorso comunitario e dare dignità storica, culturale, artistica e spirituale a un territorio da millenni ridotto a merce di scambio, faide, intrighi, battaglie e fede, proiettarlo nel futuro con una prospettiva e una visione linguistica, culturale e simbolica comune; questo senza nulla togliere a quello che può costituire dal punto di vista identitario “la vecchia ferrovia”, ma il piano e il livello simbolico del progetto è un altro, quello di una reale visione culturale e storica comune che sappia andare oltre anche l’archeologia industriale.

“La Scultura “Accademia Nuragica” vuole sintetizzare questo percorso comunitario e dare dignità storica, culturale, artistica e spirituale a un territorio da millenni ridotto a merce di scambio, faide, intrighi, battaglie e fede, proiettarlo nel futuro con una prospettiva e una visione linguistica, culturale e simbolica comune; questo senza nulla togliere a quello che può costituire dal punto di vista identitario “la vecchia ferrovia”, ma il piano e il livello simbolico del progetto è un altro, quello di una reale visione culturale e storica comune che sappia andare oltre anche l’archeologia industriale.”
“A proposito, nessuno ha mai parlato di Guerriero nuragico in senso stretto (come nel caso citato da qualcuno), ma di una Scultura con codici linguistici, semiotici e simbolici nuragici, non un copia e incolla in macroscala, una Scultura nuova con segni, simboli e codici nuragici, il distinguo non è da poco.”
“Capoterra nasce nuragica, tracce d’insediamenti nuragici sono a Carruba Durci, Monte Arrubiu e Cuccuru Ibba; intorno al nuraghe di Cuccuru Ibba si sviluppo una fiorente officina litica locale.”

 

A proposito, nessuno ha mai parlato di Guerriero nuragico in senso stretto (come nel caso citato da qualcuno), ma di una Scultura con codici linguistici, semiotici e simbolici nuragici, non un copia e incolla in macroscala, una Scultura nuova con segni, simboli e codici nuragici, il distinguo non è da poco.

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