Cara Meg, nessuna contraddizione

Cara Meg,
ho visto tanti tuoi concerti coi 99 Posse.

Per esempio una sera del 1999 a Padova dopo che, in quello stesso pomeriggio, molti di noi del pubblico avevano svolto un corteo – con tanto di scontri con la Celere – presso la base militare di Aviano al fine di protestare contro i bombardamenti Nato sulla Serbia.


Abbiamo anche fatto iniziative politiche assieme: nel 2000 siamo stati – a Bologna, in occasione dello sgombero del TPO – sullo stesso camion/sound system, con me che comiziavo alla folla e te che ovviamente cantavi.


Ora, sulla base di questi trascorsi, mi piacerebbe chiederti come sia gestire una relazione sentimentale con un uomo che ha scelto, nella vita, di farsi promotore della propaganda militare americana, che invoca bombardamenti contro la Siria sulla base di notizie (come quella dell’uso di armi chimiche da parte di Assad nel marzo scorso), poi rivelatesi false in seguito alle indagini di organismi internazionali preposti al controllo della proliferazione di armi chimiche.
Ma questa domanda non ha senso ch’io la faccia a te: primo perché le relazioni amorose possono nascere anche tra persone che la pensano diversamente; secondo perché, in realtà, non ce l’ho tanto con te quanto con i miei ex-compagni di lotta.

La maggioranza di loro – che un tempo protestava contro l’aggressione alla Serbia di Milosevic o all’Iraq di Saddam Hussein – ora ha ribaltato la propria visione del mondo.


Prima, si pensava che qualunque regime vi fosse in un paese del mondo, gli Stati Uniti non avessero il diritto di attaccarlo e bombardarlo.

Si pensava, infatti, che il diritto internazionale dovesse essere prevalente e che gli Stati Uniti non potessero ergersi a giudice e boia del mondo intero.


Poi, a partire dal 2011, con l’attacco alla Libia, la maggioranza delle persone di sinistra ha deciso di assumere una visione del mondo opposta, ovvero:
– i governi che gli Stati Uniti definiscono dittatoriali, sono effettivamente tali;
le informazioni della propaganda militare americana atte a giustificare l’aggressione a questi governi, sono vere o comunque non sono da considerare false;
quando gli Stati Uniti attaccano militarmente una di queste nazioni, bisogna esprimere consenso o, perlomeno, un netto silenzio-assenso; magari accompagnandolo con una posizione che bypassi il giudizio di merito; una posizione tipo “noi stiamo con i curdi e basta” (come se quel Saddam Hussein contro l’aggressione al quale si manifestava nel 2003, non fosse stato a sua volta un massacratore di curdi).


Per cui, che dire?
Niente, ormai è andata così.


La sinistra – sia quella riformista che quella cosiddetta radicale – è maggioritariamente diventata conforme alla visione atlantista, pedissequa alla propaganda militare della Nato, favorevole alle aggressioni imperialiste.

Pertanto, per una persona che ha una storia di sinistra, oggi, fidanzarsi con un esponente di suddetta propaganda militare non implica incoerenza né contraddizione.

Riccardo Paccosi

 

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