Carenza di medici nell’isola

Correggetemi se ho capito male.
A quanto pare in Sardegna c’è una grave carenza di medici.

Gravissima, a quanto pare!

In pratica il numero chiuso per l’accesso agli studi di medicina, voluto, preteso e osannato da baroni, figli scemi di baroni e dalle classi dirigenti della destra più becera e della sinistra rosè (altrettanto becera e classista), è stato un autentico disastro.

Mi ricordo quando fu instaurato d’autorità e col plauso di tutti.

Sembrava che senza il numero chiuso, senza quell’intervento di lucida e previdente pianificazione delle nascite dei medici, nei primi anni del terzo millennio ci saremmo trovati eserciti di sfaccendati di umili origini con un’inutile laurea in medicina a vagare per il mercato pubblico e privato della sanità.
La previsione è stata disastrosa!

A quanto pare, anche se da oggi liberalizzassimo l’accesso a medicina e ci mettessimo a sfornare medici, nei prossimi vent’anni la sanità sarda soffrirebbe ugualmente di gravi carenze di personale medico.


In pratica la paura del baronato classista destro e rosè di non riuscire a piazzare i propri figli scemi di fronte alla concorrenza dei figli dei ferrovieri, ha creato un gravissimo handicap sociale.


Perché uno sbaglio del genere?

Perché una pianificazione così sballata nei numeri oltreché nell’etica?


In pratica è accaduto che il numero dei figli scemi dei baroni non è riuscito a coprire il fabbisogno regionale di medici.

In pratica i baroni si sono sopravvalutati nella loro capacità di figliare figli scemi e miserabili pronti a prendere il loro posto.
In pratica qual è il problema?

Il problema è il grande, immenso, problema dei problemi: il fare figli.
In pratica la capacità di figliare dei baroni si è dimostrata debole e miserabile almeno quanto la capacità di figliare della sinistra rosè col tamburello, la quale già da tempo confonde i figli con i gattini e l’amore con i flirt in via san Domenico.


Ho l’impressione che il futuro, sia riproduttivo che medico, sia nero e proveniente dal mare.

E, nonostante la violenza del respingimento dei fascio razzisti, nonostante la violenza rosè dell’accoglimento e dell’integrazione tipo gattini, i nostri problemi di figli e di medici verranno risolti da quell’umanità nera e scalpitante ai confini.
Ho l’impressione che I neri che passano il mare, che sopravvivono ai campi di concentramento di Minniti, che sopravvivono alle crudeltà di Salvini, alla fine abbiano tutte le carte in regola per fare figli, per fare i medici e per assicurare alla vita un futuro, molto di più dei figli scemi dei baroni e dei rosè.
Prima ve ne farete una ragione e prima avrete la possibilità che qualcuno si occupi di voi nelle malattie della vecchiaia e prima avrete la possibilità che vostra figlia o vostro figlio vi regalino un nipotino, forte, intelligente, sano, sorridente, nero… (e con l’altro nonno che ha un altro mondo da raccontare).

Antonio Musa Bottero

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