Casa editrice? Meglio Amazon per uno come me!

Casa editrice? Meglio Amazon per uno come me!
Tempo addietro mi scrisse il Direttore di una nota casa editrice, specializzata in pubblicazione di testi alchemici, esoterici, magici, spirituali e astrologici-astronomici, mi prego d’inviare un testo all’epoca in gestazione (che pubblicavo a step on line, come faccio con tutti i miei lavori e ricerche creative) all’email della sua casa editrice, dicendomi che gli interessava molto, ieri mi squilla il cellulare, non rispondo mai a numeri che non conosco, ma ieri l’ho fatto:
“- Salve, parlo con Di Caterino Domenico…
– Si, sono io mi dica…
(la voce è educata, non pare la solita chiamata di routine di marketing promozionale)
– Lei tempo fa ha inviato un suo testo alla nostra casa editrice?
– Si, mi scrive il vostro Direttore via social, dicendomi di farlo e lo feci, mi dica…
– Mi concede dieci minuti?
– Certo, sto guidando ma sono in ascolto…
– Ha le cuffie?
– No, ho il viva voce…
– Va bene, allora partiamo dal libro, io mi occupo della leggibilità del testo, a me è piaciuto moltissimo, anche se una cosa devo dirgliela, è chiaramente un testo impopolare, ormai l’idea dell’arte è un’idea tecnica e la creatività è un qualcosa di non richiesto agli artisti, anche se sono d’accordo, l’artista è un alchimista e un esoterista…
– Non ho dubbi che lo sia, è il mio lavoro…
– Lei è un artista figurativo? Perché a leggerla pare che si occupi anche di scrittura…
– Le problematiche dell’arte in quanto processo creativo, sono comuni a tutti i linguaggi di genere che fanno capo all’umano…
– Mi piace molto quando parla d’umano in termini che paiono distaccati…
– Non ho molto in comune con la razza umana di cui faccio parte biologicamente…
– …quello che volevo dirle e che noi saremo disposti a pubblicarlo, ma abbiamo ben presente che è un testo così impopolare che la casa editrice, io m’occupo solo d’esprimere un parere sul testo e secondo me è un signor saggio, in genere propone all’autore d’acquisire un tot di copie per coprire in parte le spese di distribuzione e d’agenzia stampa, lei che idea aveva?
– Per principio non ho mai acquistato delle mie opere per andarle a vendere, non appartiene proprio alla mia forma mentis, in passato ho pubblicato per due case editrici (la Booksprint e la Caosfera) e in entrambi i casi (stiamo parlando di sei pubblicazioni) non ho sborsato un centesimo, da qualche anno a questa parte però il mercato editoriale è dopato, e le piccole, ma anche le grandi casi editrici, si stanno muovendo come voi, ragion per cui le parlo chiaramente…
– ….
– Come autore indy, che non ha grossa cassa di risonanza mediatica, e che reputa disdicevole e mortificante girare librerie, fiere e salottini culturali per vendere qualche copia del proprio libro ad analfabeti di ritorno che frequentano spazi culturali per apparire e che leggono libri senza comprendere il contenuto, preferisco pubblicare su Amazon con il self publish, i diritti restano i miei su scala globale, non si produce carta da macero, il libro è stampabile solo se acquistato da un singolo consumatore, l’accredito in caso di vendita e direttamente sul mio conto corrente e le royality le definisco io finché sono in vita, in fondo ho ben chiaro che si tratta di un prodotto difficile e in tal modo non vado in perdita e non sostengo con il mio portafoglio piccole case editrici (per quanto autorevoli e di settore come la sua) che vorrebbero sostenermi lasciandomi la sensazione che sia io a sostenere loro…
– Capisco, a me il suo testo è piaciuto molto…
– Lo so, e so che è vero…
– Ma io m’occupo solo di valutare…
– Lo so, sento che è stata una lettura che l’ha appassionata…
– Ma le linee della casa editrice non passano da me…
– Facciamo così, dica al Direttore di fare come da prassi, mi proponga il possibile contratto formalmente e risponderò via email come faccio con tutti…
– Va bene…
– Grazie ancora…
– Il saggio mi è piaciuto moltissimo…
– Non ho dubbi in proposito…
– Buona serata, è stato un piacere a presto.
– Buona serata a lei, arrivederci.”