“Casalese”? Per la cassazione termine diffamatorio

La questione ha dell’incredibile, il termine “Casalese” è per la corte di cassazione insulto, offesa, provocazione, offesa verbale e gergale, diffamazione.

Adesso semanticamente, come è possibile che un termine, legato a vincoli di nascita, di residenza comunale e territoriale, sia divenuto offensivo e lesivo dell’altrui identità per la corte di cassazione?

Cominciamo a puntualizzare che Casal di Principe è stato territorio nobile, il casale del Principe nella Campania Felix, la terra fertile di frutti e mite d’aria e vento, dei buoni e rinomati ristoranti ed alimenti.

Cosa dite?

Oggi è terra di rifiuti, cemento, camorra e morte?

Mettiamo che oggi sia solo questo (cosa che non è), basta questo a cancellare la storia e la cultura di un territorio?

La parola “casalese” per la corte di cassazione è divenuta un logo spregevole, una condanna che arriva al punto di condannare chi abusa ed utilizza la parola per colpire la rettitudine morale altrui.

Vi chiamano “casalesi”?

Vi dicono “sembri un casalese”?

Vi stanno diffamando.

Il crimine è avvenuto non a Casale, dove tutti dovrebbero diffidare tutti visto che a Casale risiedono i Casalesi, ma è avvenuto a Foggia, dove un Consigliere Comunale ha dipinto la pubblica assembla come “Gomorra”, paragonando la sua figura in Consiglio Comunale a quella di Roberto Saviano.

Come pensate abbia reagito il Consiglio Comunale?

Male, non si può dare del Casalese ad un Foggiano.

Partito l’esposto e la denuncia di diffamazione, si è arrivati al processo con tanto di condanna.

Nessun espediente retorico, in Appello e in cassazione, l’uso del termine Casalese è stato definito diffamatorio.

Ma non è incredibile che un’appartenenza territoriale, affettiva, familiare e genetica, sia considerata un’insulto?

Io che scrivo questo pezzo ho un padre ed un cognome Casalese, parenti omonimi, affini e nipoti a Casal di Principe, perché dovrei trovare plausibile che dire “sembri un Casalese” possa essere offesa diffamatoria?

Casal di Principe è terra di lavoro e lavoratori, di coltura e cultura (la mia educazione all’arte passa anche per quella terra), terra di Magna Grecia e di transito imperiale, dimora di re e guerrieri, basta un bestseller come Gomorra a cancellarne la storia?

Chi deve sentirsi offeso se non i Casalesi che a questo punto subiscono l’ignoranza e il pregiudizio altrui?

Se Casalese diventa un epiteto pera la corte di Cassazione, se è sinonimo di camorrista per il Consigliere Comunale Foggiano ed il Consiglio Comunale tutto, chi salverà Casal di Principe dalla trincea mediatica che gli stanno costruendo attorno?

 

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