Ce n’est pas un maire! (Questo non è un Sindaco!)

Semiotica (e retorica) della fake news!

Ce n’est pas un maire! (Questo non è un Sindaco!)

Torno sull’argomento, perché si tratta di un argomento sensibile, sollevato dal candidato Sindaco Capoterrese (oggi consigliere comunale Beniamino Piga d’opposizione) in un recente consiglio comunale.
Il video dura trenta o quaranta secondi: come è nato?
Si era prima del primo turno dell’elezioni, e a fine serata, il candidato Consigliere Comunale Gianfranco Littarru mi chiama, chiedendomi di filmare per i social un video che attestasse il momento di gioia (“Mimmo facciamo un video, siamo belli.”).
Stavo per andare via con mia moglie Barbara Ardau, anche lei come Gianfranco Littarru candidata consigliera comunale, giro il video subito, andavamo di fretta e dovevamo cenare con una coppia d’amici,  ma non riprendo quello che aveva in mente Gianfranco Littarru, per gioco c’accordiamo velocemente per rappresentare il fatto (non reale) che io sia il candidato Sindaco!
“S’invoca il mio nome mentre invoco la vittoria al 51%, parlo ovviamente da candidato Sindaco che non ero e non sono mai stato: a questo punto, dal momento che tutta la campagna elettorale è stata fondata su fake news elevate a strumento di comunicazione e propaganda mediatica (“Beniamino Piga è stato un leghista e uno di Forza italia”, “Beniamino Piga parla di sesso in consiglio comunale”, ” Francesco Dessì va a braccetto con Salvini”, “Francesco Dessì colleziona arte con il bilancio pubblico”, “l’assessore ai lavori pubblici dovessero vincere sarà Congiu, con le sue funivie, non lo dicono ma sarà così”…), la simulazione che i tre candidati consiglieri comunali, in liste differenti facenti capo a Beniamino Piga, piuttosto che sostenere Piga stessero sostenendo me candidato sindaco è parsa reale.”
Cosa accade nel video?
Io saltello e tre candidati consiglieri comunali ballano dietro di me, si noti bene: sono l’unico non candidato in consiglio comunale in video, ma s’invoca il mio nome mentre invoco la vittoria al 51%, parlo ovviamente da candidato Sindaco che non ero e non sono mai stato:
a questo punto, dal momento che tutta la campagna elettorale è stata fondata su fake news elevate a strumento di comunicazione e propaganda mediatica (“Beniamino Piga è stato un leghista e uno di Forza italia”, “Beniamino Piga parla di sesso in consiglio comunale”, ” Francesco Dessì va a braccetto con Salvini”, “Francesco Dessì colleziona arte con il bilancio pubblico”, “l’assessore ai lavori pubblici dovessero vincere sarà Congiu, con le sue funivie, non lo dicono ma sarà così”…), la simulazione che i tre candidati consiglieri comunali, in liste differenti facenti capo a Beniamino Piga, piuttosto che sostenere Piga stessero sostenendo me candidato sindaco è parsa reale.
 Gianfranco Littarru nel video, intona il mio nome, e canta “Di Caterino, ino, ino, ino…”, mi trovavo in questa storia per caso, da sostenitore, per gioco simulo d’essere candidato Sindaco sostenuto da una squadra (che non c’è, se non negli amici figuranti in video) che invoca il mio nome.
Il gioco situazionista e performatico, pare viaggiare sotto traccia, ma avevo ben presente d’avere lavorato a un canzonatorio meme:
Questo video  il giorno dopo l’elezioni, diventa il primo ossessivo pensiero di chi ha vinto, si costruisce intorno a questo una macchina della diffamazione gratuita, era stato costruito proprio per questo, e di fatto l’algoritmo del sostenitore hater (e anche di qualche consigliere comunale di maggioranza, ha naturalmente abboccato e rilanciato (“pensavano di vincere al primo turno”, “si sono gufati da soli”…).
Addirittura io che recito il ruolo del candidato Sindaco divento “vecchio amministratore”, ma quando avrei amministrato Capoterra?
Mia moglie era alla prima candidatura politica della sua vita Capoterrese.
Una candidata neofita diventa subito “vecchio amministratore”?
Cossu Maurino e Gianfranco Littarru, consiglieri comunali uscenti (a proposito in campagna elettorale li si è rappresentati come fascisti), nel video sostengono me candidato Sindaco.
Non sarà che chi di fake colpisce alla fine perisce, finendo col credere alle sue stesse menzogne desideroso d’accreditarle?
Che si stia facendo di me un simbolo d’opposizione, pur non essendo mai stato candidato e neanche eletto?
Chi conosce la comunicazione, sa come montare una fake, come divulgarla e farla viaggiare.
Questo video, nato come un cavallo di Troia lo dimostra: a patto che, qualcuno non dimostri che io abbia mai amministrato Capoterra, e sia stato candidato Sindaco con in lista due consiglieri comunali uscenti.
Si sa, via social tutto è possibile e tutto diventa reale, anche che io possa diventare Beniamino Piga per un giorno e passare per uno che da decenni siede in Consiglio Comunale.
Non è incredibile che astio, livore e rancore colpiscano cosi alla cieca?
Verrebbe da chiedersi cosa è trash, chi simula o chi legge una rappresentazione costruita della realtà come fosse tale?
Adesso questo è un video fake (seppure costruito in una cornice reale), il tatuaggio dell’assessore allo sport, con la data del 25-10-11 (simbolica data di liberazione comunale Capoterrese) postato via social, parrebbe essere reale, non sarà che a furia di fare circolare fake c’è il rischio di costruire pericolose realtà parallele che potrebbero incattivire animi e sensibilità?
“Adesso questo è un video fake (seppure costruito in una cornice reale), il tatuaggio dell’assessore allo sport, con la data del 25-10-11 (simbolica data di liberazione comunale Capoterrese) postato via social, parrebbe essere reale, non sarà che a furia di fare circolare fake c’è il rischio di costruire pericolose realtà parallele che potrebbero incattivire animi e sensibilità?”
Perché se non si fosse capito, le fake fanno male e nuociono gravemente al benessere e alla salute di chi le mette in circolo.
Ovviamente non finisce qui:
questa campagna elettorale è stata caratterizzata dalla demonizzazione di Sculture, fatte realizzare da Scultori residenti e/o domiciliati a Capoterra (me compreso), nell’ottica di questo, andrebbero distrutte, perché simbolo di un’amministrazione comunale, rappresentata come dittatoriale, non posso che essere d’accordo con questo, pur avendo avuto parte attiva nella realizzazione, determinazione e comunicazione dei contenuti del progetto:
quelle sculture vanno distrutte e occultate dalla pubblica visione, e per questo mi batterò.
Le si è elevate a simbolo politico e sottratte al patrimonio comune: nel nome di questo (proprio come il video suddetto), perché ciò che si è detto in campagna elettorale non dovrebbe considerarsi programmaticamente reale?