Cesare Battisti non ha ucciso nessuno

Filadelfo Anzalone qualche anno fa era artista di Biennale di Venezia, oggi è per scelta ai margini di un sistema che non ha mai accettato, di tanto in tanto ci manda una sua lettere fuori dal coro, amiamo le critiche radicali, fanno riflettere anche quando paiono politicamente scorrette.

Cesare Battisti non ha ucciso nessuno.

Torregiani è stato ferito da un proiettile rimbalzato dalla pistola di suo padre, tragica fatalità e rispetto per l’invalidità.

Poi l’orefice è stato ucciso da altri, non si sa da chi.

I giornali sbattono il mostro in prima pagina usano le televisioni e i giornali.

Mobilitiamoci.

L’italia ha fatto carne di porco del diritto usando i pentiti.

Una legislazione speciale, per rapina scontavi quindici anni se aderivi a qualche sigla.

I nostri compagni hanno pagato troppo.

Quello su cui si tace se ci può essere pietà per dei delatori sta tutta qui.

Venivano torturati in modo sistematico da polizie segrete con questi metodi uno accuserebbe sua madre.

Il consesso internazionale sapeva e ora finge di dimenticare di non aver mai saputo.

Il Brasile ed il suo cambio di governo apre all’estradizione di un uomo vittima di questo stato di cose, un compagno.

Cesare Battisti è sul Golgota nello stesso momento in cui aspettiamo l’estradizione dei manager tedeschi della Tyssen group imputati per strage.

La giustizia proletaria aspette e sente sempre che questo regime ha due pesi e due misure.

Sono quarant’anni che processano gli anni settanta con revisioni di idee e complottismi, e non si arriva mai al ruolo dello stato alla madre delle stragi.

Piazza Fontana, a quel Delfo Zorzi uomo d’affari in Giappone, indistrurbato e condannato nel nostro paese.

Filadelfo Anzalone

 

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