Chi protegge Pinuccio Sciola?

ANSA- CAGLIARI, 14 LUG –

Ancora una volta i vandali hanno preso di mira la riproduzione della scultura di Pinuccio Sciola posizionata davanti al Teatro Lirico di Cagliari, in via Santa Alenixedda.

Nella notte qualcuno ha danneggiamento parte della riproduzione, staccando alcuni frammenti in polistirolo.

Il danneggiamento è stato scoperto questa mattina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

“Presenteremo una denuncia contro ignoti – ha detto la sovrintendente Angela Spocci, contattata dall’ANSA – abbiamo già parlato con i carabinieri. C’è una telecamera non troppo distante dalla scultura, ma non sappiamo se il raggio d’azione copre anche la zona della scultura. Una volta presentata la denuncia, parleremo anche Sciola per capire cosa fare della riproduzione dell’opera”.

La scultura in polistirolo è stata piazzata all’esterno del Teatro Lirico a giugno dell’anno scorso. Faceva parte della scenografia della Turandot, una riproduzione analoga è stata installata all’interno del teatro.

A quanto pare già dal primo giorno la struttura è stata danneggiata e sono state le stesse maestranze del teatro a ripararla.

C’è chi dice che gli atti vandalici in un anno siano stati anche una ventina, ieri notte l’ultimo episodio. (ANSA).

“Presenteremo una denuncia contro ignoti – ha detto la sovrintendente Angela Spocci, contattata dall’ANSA – abbiamo già parlato con i carabinieri. C’è una telecamera non troppo distante dalla scultura, ma non sappiamo se il raggio d’azione copre anche la zona della scultura. Una volta presentata la denuncia, parleremo anche Sciola per capire cosa fare della riproduzione dell’opera”.

Ieri hanno vandalizzato le meravigliose pietre sonore di Pinuccio Sciola, nel suo giardino-museo che ha lasciato in eredità all’umanità. Chi le ha viste (e “suonate”) sa bene quanto queste originalissime sculture siano irripetibili ed emozionanti.

Non mi bastano le formule di magia nera che vorrei scaricare sui vandali e le loro future sette generazioni.

Ma al di là della collera mi chiedo cosa si stesse aspettando per proteggere istituzionalmente un tale patrimonio artistico.

Pino Cabras

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