CI FOSSE UN’ACCADEMIA, CAGLIARI COME MILANO

CI FOSSE UN’ACCADEMIA, CAGLIARI COME MILANO

Non importa a che livello si operi con il proprio linguaggio artistico, un artista contemporaneo deve orientarsi in un mondo dell’arte che in questo secolo è già cambiato.
Il suo lavoro è da gestire via smartphone, con notifiche, messaggi ed email che si ha la sensazione di controllare la sera tardi e la mattina dopo appena svegli.
Non è un sistema di comunicazione che penalizza l’artista, non più di quello intermediato dagli addetti ai lavori che viveva ieri, oggi la ricerca ed i linguaggi dell’artista, rispetto come si configuravano nel secolo scorso, sono mobili, non si ha più bisogno di uno spazio in galleria o in un Museo.
La connessione mobile sta accelerando la dialettica tra gli artisti e mette in condizione di sperimentare nuovi linguaggi e ricerche in qualsiasi contesto, non c’è studio d’artista oggi che non necessiti anche di postazioni interconnesse dalle quali comunicare il proprio stato dell’arte.
L’arte contemporanea è entrata in modalità mobile, e gli unici luoghi in condizione didattica e dialettica per porre a sistema tutto questo, sono i Licei Artistici e le Accademie di Belle Arti, da questi luoghi fisici si determina la mobilità e la storia dell’arte che verrà, priva d’intermediazioni dove “i venti e le onde sono sempre dalla parte dei naviganti più abili” (Edward Gibbon).

“L’arte contemporanea è entrata in modalità mobile, e gli unici luoghi in condizione didattica e dialettica per porre a sistema tutto questo, sono i Licei Artistici e le Accademie di Belle Arti, da questi luoghi fisici si determina la mobilità e la storia dell’arte che verrà, priva d’intermediazioni dove “i venti e le onde sono sempre dalla parte dei naviganti più abili” (Edward Gibbon).”

La sensazione di smarrimento è un fenomeno diffuso tra gli artisti contemporanei.

Continuamente devi pensare a comprendere e riformulare il mutamento che caratterizza la natura del tuo lavoro, della tua ricerca, del tuo linguaggio.
Continuamente devi considerare come la perdita del controllo sul tuo lavoro è il prezzo da pagare per essere produttivo a vita, fino ad oggi devi riuscire a dirti “non ho conquistato nulla di definitivo”.
Se poi vivi a Cagliari, il tuo lavoro è poi ragionare su cosa non è mai stato fatto rispetto l’altrove, un’Accademia di Belle Arti a Cagliari mai nessuno ha pensato a farla.
A Cagliari serve essere più creativi che altrove, bisogna giustificare quello che a Cagliari è dato per scontato.
Certi “commercianti” nefandi cercano di vendere poi il falso storico, simulando che quello che artisticamente si da per scontato altrove lo sia anche a Cagliari, non fanno altro che truffare loro stessi rendendosi sempre più servi.
Una cosa è sicura, la questione dell’assenza di un’Accademia a Cagliari è destinata ad andare molto oltre Cagliari e la Sardegna, in fondo molti non sono proprio a conoscenza dell’anomalia e fino ad oggi non si sono neanche posti il problema, in fondo quale sarebbe il problema se per il Cagliaritano medio il mondo della cultura e dell’arte si ferma a Cagliari?
Smuovere tutto questo è necessario, ma per fare questo serve la mobilità connettiva di chi vorrebbe una Cagliari dell’arte e della cultura non marginale.
La connessione mobile è il migliore strumento di rivendicazione per chiedere un cambiamento di passo, per rappresentare realmente una Cagliari città metropolitana della cultura dell’arte diffusa.

“Una cosa è sicura, la questione dell’assenza di un’Accademia a Cagliari è destinata ad andare molto oltre Cagliari e la Sardegna, in fondo molti non sono proprio a conoscenza dell’anomalia e fino ad oggi non si sono neanche posti il problema, in fondo quale sarebbe il problema se per il Cagliaritano medio il mondo della cultura e dell’arte si ferma a Cagliari? Smuovere tutto questo è necessario, ma per fare questo serve la mobilità connettiva di chi vorrebbe una Cagliari dell’arte e della cultura non marginale.”

Si vuole un’Accademia di Belle Arti a Cagliari?

Serve sostenere e condividere ogni giorno l’idea, serve che gli artisti impossibilitati a formarsi dove risiedono, emigranti per obbligo formativo, non stacchino la connettività mobile nel fare presente che la loro condizione è determinata da un diritto formativo negato.
I social media sono lo strumento attraverso il quale concettualizzare la mobilità dell’arte e degli artisti Cagliaritani, non esiste altro canale che da lontano consenta di fare comprendere e viaggiare la propria anomalia, riguardo la didattica dell’arte e delle culture contemporanee.
In un contesto sempre più globale, web e social network consentono d’evidenziare la propria anomalia locale.
In fondo basta digitare su Google Accademia di Belle Arti per comprendere in un attimo, che le uniche notizie a riguardo, sono la sua assenza.

 

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