Ci vuole la sensibilità ecologica tra i comunisti.

Ci vuole la sensibilità ecologica tra i comunisti.

Il motore resta la lotta di classe e l’espropriazione dei mezzi di produzione, ma bisogna andare verso la riconversione ecologica: solare ed eolico.

Bisogna uscire dalla precedente rivoluzione industriale del carbone prima, del petrolio poi.

Il pianeta non regge questo ritmo di sviluppo guidato dai megaprofitti e non dai bisogni umani, la merce non sfamerà l’uomo lo intossicherà.

Riconversione vuole dire lavoro per trent’anni, e non lavoro che fanno i robot ma le persone.

Siamo grati a Mario Capanna per aver fatto vincere il no nuke, l’Italia fuori dal nucleare, una lotta quantitativa e qualitativa, ‘’l’arancia blu’’è diventata grigia.

Discutere il modello di sviluppo, come si produce per chi e come.

L’operaio sociale appendice delle macchine usato capitalisticamente deve pensare e progettare lo sviluppo, senò restiamo in una razionalità limitata-strumentale; sappiamo che non si piantano chiodi con il burro ma mettiamo in croce Gesù Cristo.

Lo stato dei mari è pietoso e l’uomo inurbato lancia il suo allarme, la prima ecologia è grigia è quella dell’uomo e del socius.

La grande corruzione è clientelismo, il cemento diluito con la sabbia, lo stato delle nostre infrastrutture dopo il crollo di Genova e dopo le scosse in Molise, ci fa scoprire che la metropoli imperialista è una trappola per topi dove si muore.

Io vorrei in un consiglio permanente delle sinistre, Mario Capanna come grande saggio a nostra disposizione.

Invece i soliti bounty killer televisivi lo accusano di avere un reddito per essere stato parlamentare.

Leggete il libro di Romolo Perrotta-storia di un impegnato-li si racconta bene il passato di Mario Capanna, io vorrei il suo futuro politico più luminoso.

Filadelfo Anzalone

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