CIAO BARBARA…

CIAO BARBARA…

È morta nella notte di Natale la storica e critica d’arte Barbara Rose, nata a Washington nel 1936.
È stata una delle rarissime e talentuose (con Lucrezia De Domizio Durini) storiche e promotrici dell’arte: ha diretto riviste, inventato termini come ‘Neo-Dada’… ha raccontato Pollock come nessun altro.
Andy Warhol l’aveva filmata in ‘13 Most Beautiful Woman’, è stata capace (senza peli sulla lingua) di spiegarci il perché di un fallimento galleristico e creativo italiano
“SONO SEMPRE CONTRO!
È LA MIA PERSONALITÀ, SONO SEMPRE STATA CONTRO L’ARTE CHE NON DURA…
Quella fatta per la riproduzione, caratteristica che sta al cuore stesso del cosiddetto postmodernismo.
Sarò sempre a favore degli artisti ‘resistenti’, dediti a un’arte ‘seria’, quella appunto che anzitutto non può essere riprodotta.
Il problema più grande per me è rappresentato dai galleristi.
Mancano personalità come Gian Enzo Sperone, Lucio Amelio, Leo Castelli. Di galleristi validi in Italia oggi ce ne sono cinque o sei…
Per questo la maggior parte dei galleristi viventi devono andare dove ci sono le grandi fiere, tipo Basilea: dove si vedono molti artisti italiani morti e pochi vivi…
Senza poi parlare della quantità di falsi Fontana tra gli artisti contemporanei
 (nella foto una giovane Barbara Rose con Larry Poons e Frank Stella, che sposa nel 1961 e da cui avrà due figli, per poi divorziare otto anni dopo)
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