Ciao, stai bene?

Ho fatto uno strano sogno, sarà che domani parte il primo step, dei miei tre interventi a Forio, con relativa performance del gallerista artivista Salvatore Iacono, ho sognato che un “addetto ai lavori” dal target di riferimento internazionale lo telefonava (si certo, avrebbe potuto mandargli un vocale whatsapp, ma sono un uomo con un universo onirico legato al secolo passato, e nel sogno parlavano al telefono, uno di quelli grigi, con la rotellina per i numeri e la cornetta, come l’avevo da piccolino in casa), parlavano però al telefono delle numerose critiche che hanno fatto da sfondo a #Socialdistancing, transitando nella mailing list di Salvatore, questo è quello che ricordo si dicevano i due al telefono:

– Ciao Salvatore come stai? Leggevo sul tuo profilo Facebook il tuo ultimo post, e mi chiedevo, ma chi te lo fa fare? Così giusto per dire, questa operazione ti sta portando dei benefici? Quotidianamente leggo solo stroncature verso Di Caterino, mi sto preoccupando, tutto qui…

– Ciao Tony, sto benissimo, stai tranquillo, ma tu stai bene?

– Si, sono soltanto preoccupato per te, non so come dirtelo, questi lavori mi sembrano oggettivamente bruttini, un misto di stili in disordine competitivo che più che creativo sembra proprio confuso, mi sembrano lavori modesti assai.

Leggo poi che non piacciono a nessuno, va bene essere contro, ma tu fai un lavoro diverso, devi vendere, o no?

– Tony, devo ricordarti che all’epoca anche Francis Bacon non piaceva al pubblico?

– Ecco, bravo, allora se tu vedi storie come quella di Bacon nel lavoro e nella vita di Mimmo, lasciamo stare, io penso a schifezze come quelle di Basquiat, orride quanto (e forse di più) delle sue, ma era amatissimo dal suo pubblico, vendeva anche i pennelli che usava, come la vogliamo mettere?

Forse dietro Warhol c’era un certo Bruno Bishofberger e qui invece ci sei solo tu e qualche collezionista sfigato?

Non offenderti, ma se tu vedi Francis bacon in tutto questo, io non vedo Mary Boon in giro…

– Capiamoci, non sostengo che Mimmo somigli o rimandi a Bacon, leggo un’intensità che va in quella direzione…

– Se non lo riesci a vendere come si vendevano i Basquiat e i Bacon, il problema forse sei tu?

Ti ho citato Basquiat perché simile nel linguaggio di genere, ebbe un immediato apprezzamento, quanto il tuo Mimmo sia schifato nell’ambiente non è detto che sia un buon segno…

– Allora mettiamola così, Mimmo è anche per me una scommessa, con me stesso e con il mio lavoro…

– Ti stimo e ti rendo merito per questo, per questo ti ho chiamato, per parlartene da amico, speriamo bene, ti auguro da Melbourne un grande in bocca al lupo.

-Grazie di cuore per il pensiero…

-Figurati, non ci conosciamo di persona, ma meriti tutto il bene del mondo, sei una brava persona, un abbraccio.

-Grazie ricambio.

Ma cosa ho sognato, perché un addetto ai lavori apprezzato e rinomato, avrebbe dovuto chiamare Salvatore Iacono dall’Australia per farlo riflettere, qualcuno può aiutarmi?

 

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