Collezione non è Museo d’Arte Contemporanea!

Gli intellettuali lascino fare per respirare

L’interessante dialogo di questi giorni intorno al MAC (Museo di Arte Contemporanea) di Cagliari fa emergere una realtà che noi Cagliaritani che lavoriamo nell’ambito delle arti conosciamo da tempo, e da cui ci siamo anche (più o meno faticosamente) allontanati.
Il sunto del discorso, se ho ben capito, evidenzia la possibilità di utilizzare una proprietà privata e adibirla, con sostegno di soldi pubblici, a Museo. Un gesto nobile e interessante ma qui inizia il groviglio.

Cerco di farla semplice: un Museo è un bene che viene restituito alla comunità con uno sguardo consapevole e colto in grado di aprire a progetti ed esposizioni che seguano una cura e un’attenzione che provenga dalla conoscenza.

Per farla ancora più semplice, a Venezia c’è una bellissima collezione dentro quella che era la casa di Peggy Guggheneim.

Una collezione che è stata restituita al mondo perchè ne fruisca.

Quella collezione si chiama “Collezione Guggenheim” e non MAC Venezia. Eppure ci sono esposti grandissimi artisti che starebbero benissimo dentro un Museo.


A Cagliari invece si rischia che una collezione privata che vanta di avere i più grossi nomi dell’arte sarda dell’ultimo secolo (ma con una grossissima mancanza vista l’assenza in collezione dell’artista Maria Lai), diventi il fulcro di questo Museo di Arte Contemporanea.

Ecco, diciamo che si rischia di fare un bel pasticcio.

Certamente chi di arte si occupa e ha avuto il destino d’essere nato qui ma di conoscere comunque come funziona questo mondo, ma anche chi qui non è nato ma capita ad interessarsi casualmente o non casualmente di questa faccenda che sicuramente è più ridicola che grave, ad oggi, ma rischia di diventare solo grave e non più ridicola, si deve allertare e deve monitorare attentamente cosa accade.

Da cagliaritana sono felice che la mia città possa avere un MAC, ma sarei avvilita se dentro questo Museo non fossero rispettati i criteri di qualità minima, e sarei ancora più avvilita sapendo che la direzione possa andare pilotata a qualcuno che magari sa ben dialogare con la politica ma poco sa per ricoprire quel ruolo come si deve.

Valeria Oranı

————————–

Solo un appunto: pare non ci sia alcun intervento economico pubblico da parte dell’amministrazione cittadina, quanto un sostegno più genericamente istituzionale e culturale, ed è questo uno dei punti chiave. Come ho scritto in uno dei miei post, quando si fa riferimento a nozioni culturali ampie e condivise come “arte contemporanea“ e a funzioni che coinvolgono la cittadinanza (Museo… di Cagliari), andrebbe sospeso il sequestro ideologico secondo il quale,” uno coi suoi soldi ci fa quello che vuole”.

No, uno coi propri soldi fa quello che vuole se non si fregia di valori che coinvolgono la collettività e il senso di appartenenza a una città.

Fabio Acca

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather